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Massimo Bossetti trasferito in carcere Lecce? Legale smentisce

BERGAMO – Massimo Bossetti minacciato di morte dagli altri detenuti lascia il carcere di Bergamo. Ovviamente non torna libero visto che il muratore di Mapello è stato condannato in primo grado per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio. Bossetti è stato semplicemente trasferito in un altro penitenziario, quello di Lecce. Questa la notizia circolata la mattina del 17 luglio e smentita sia dal legale di Bossetti, Claudio Salvagni, che dalla sua famiglia.

Tutto inizia la mattina di domenica, quando un articolo apparso su Il Giorno parla di un trasferimento del detenuto avvenuto “in gran segreto” (peccato che i cronisti de Il Giorno ne fossero evidentemente al corrente) su un volo di linea. Bossetti, insomma, ha viaggiato evidentemente scortato dagli agenti, mescolato agli altri turisti che raggiungevano la località salentina. Scrive Libero:

Come riporta Il Giorno, Bossetti è stato prelevato sabato mattina dagli agenti della polizia penitenziaria e condotto all’aeroporto Marco Polo di Venezia. Imbarcato su un volo di linea tra decine di passeggeri e turisti ignari, l’operaio di Mapello è atterrato all’aeroporto del Salento a Brindisi e quindi preso in consegna dagli agenti del suo nuovo carcere, dove continuerà a scontare la pena.

Bastano poche ore e la notizia rimbalza sul web, ma la smentita arriva da Salvagni, legale del muratore di Mapello, che ha dichiarato:

“Ho avuto rassicurazioni dall’Amministrazione penitenziaria che non c’è stato alcun trasferimento  quella del signor Bossetti è una condizione carceraria normale. Se fosse stato vero per lui sarebbe stato un secondo ergastolo, considerato quanto è legato alla sua famiglia: quando è stata emessa la sentenza, era addolorato, ancor più che per l’ergastolo, che considera ingiusto perché innocente, per la perdita della patria potestà dei suoi figli. Facilmente immaginabile in quale disperazione sarebbero caduti lui e la sua famiglia che è comunque rimasta molto turbata dalla diffusione delle voci di un trasferimento”.

Anche la famiglia Bossetti, tramite il suo legale, Benedetto Maria Bonomo,

“intende smentire categoricamente le voci diffuse in questa mattinata da alcune testate giornalistiche, che riferivano il trasferimento di Massimo Bossetti al carcere di Lecce. Data la particolare delicatezza ed il riverbero mediatico dell’argomento si invita al massimo rigore ed alla massima professionalità, per evitare che si diffondano notizie di tale tenore, viziate da falsità. Altresì, sono a richiedere la medesima delicatezza e precisione nell’invitare a non diffondere notizie false sullo stato di salute della madre Ester e della sorella Laura, che ancorché addolorate dalla vicenda giudiziaria di Massimo, non soffrono di anoressia né di altri disturbi di salute, come paventato recentemente da alcune trasmissioni televisive”.