Cronaca Italia

“Massimo Bossetti voleva uccidersi”. E lui sbotta in aula

"Massimo Bossetti voleva uccidersi". E lui sbotta in aula

“Massimo Bossetti voleva uccidersi”. E lui sbotta in aula

BERGAMO – “Non è vero, non è vero, mi state solo denigrando, sono tutte bugie su di me”. E’ sbottato, per la prima volta in aula, Massimo Bossetti, questa mattina a processo. Si è alzato in piedi e ha proferito la frase quando un testimone ha riferito al giudice che una volta Massimo gli aveva detto che si sarebbe voluto suicidare perché aveva problemi con la moglie Marita.

Bossetti, in carcere dal 16 giugno 2014, ha perso la pazienza per la prima volta venerdì mattina, mentre interveniva Panzeri, suo collega artigiano con azienda a Monte Marenzo (Lecco). A chiamarlo a testimoniare l’accusa, in merito all’atteggiamento che Bossetti aveva durante il suo lavoro. Ennio Panzeri ha riferito che un giorno “Massimo aveva annunciato di volersi suicidare, perché aveva problemi con la moglie Marita”. E’ stato a quel punto che l’imputato si è alzato in piedi e ha sbottato, rivolgendosi alla Corte e a Panzeri stesso. La Procura ha chiamato a testimoniare anche altre persone, tutti colleghi di lavoro che hanno riferito di atteggiamenti ‘strani’ dell’imputato sul luogo di lavoro.

Claudio Salvagni e Paolo Camporini, i due legali di Bossetti, hanno cercato di mettere in discussione la veridicità del racconto di un testimone, sia in merito all’orario, sostenendo che “in una deposizione aveva detto che erano le 18.41” sia sulla distanza (l’uomo avrebbe detto inizialmente 100 metri e non 30) e sul furgone: “Bianco o chiaro?”.

Da parte del testimone, qualche “non ricordo”, ma la sua ricostruzione viene ritenuta dagli inquirenti sostanzialmente in linea con quelle rese alle forze dell’ordine nel periodo immediatamente successivo alla sparizione di Yara.

To Top