Cronaca Italia

Massimo Giuseppe Bossetti e la stretta di mano con la moglie Marita Comi

Massimo Giuseppe Bossetti e la stretta di mano con la moglie Marita Comi

Massimo Giuseppe Bossetti e la stretta di mano con la moglie Marita Comi

BRESCIA – Una stretta di mano di pochi secondi e poi l’inizio del processo d’appello. Questo il contatto tra Massimo Giuseppe Bossetti e la moglie Marita Comi la mattina del 30 giugno all’udienza per il processo dell’omicidio di Yara Gambirasio, per cui in primo grado è stato condannato all’ergastolo.

I giudici della Corte d’assise di secondo grado hanno infatti concesso che l’imputato stia seduto a fianco ai suoi difensori e quando il muratore è passato dalla gabbia al banco ha stretto per un attimo la mano alla moglie, seduta nelle file dietro.

I legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno chiesto ai giudici di poter integrare i motivi aggiunti d’appello depositando, tra le altre cose, una chiavetta con un file contenente una fotografia satellitare che, secondo la difesa, potrebbe dimostrare che il cadavere della ragazzina non è rimasto nel campo di Chignolo d’Isola per tre mesi prima del ritrovamento.

Il sostituto Pg Marco Martani non si è opposto alla produzione della difesa spiegando che comunque ciò che interessa nel processo è accertare “la verità”. Il processo di secondo grado è iniziato con la lettura della relazione del procedimento che si è concluso il primo luglio 2016 a Bergamo. Bossetti, che indossa jeans e una camicia bianca, siede a fianco ai suoi legali in un’aula che contiene poco più di 200 persone, tra pubblico e cronisti. Qualche sedia vuota, tuttavia, si nota nella zona riservata ai giornalisti.

Il presidente della Corte Enrico Fischetti, in prima battuta, ha letto l’ordinanza con cui sono state vietate in aula le riprese televisive e le immagini poiché “non risulta sussistere un interesse sociale particolarmente rilevante”. Sulla produzione integrativa della difesa, tra cui anche una bibliografia e dei dati di riferimento sull’immagine satellitare, non si è opposto nemmeno il legale della famiglia Gambirasio, l’avvocato Enrico Pelillo, pur facendo notare, così come il sostituto Pg, che i motivi aggiunti sono stati depositati dalla difesa fuori termine. Sulla questione la corte si è riservata di decidere.

Dopo la lettura della relazione, prenderà la parola il sostituto Pg. Altre udienze, come precisato dai giudici, sono state fissate per il 6, il 10 e il 14 luglio, quando potrebbe arrivare una decisione. Un’udienza di ‘riserva’ è stata fissata anche per il 17 luglio.

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