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Massimo Giuseppe Bossetti: “Mai conosciuta Yara Gambirasio”

BERGAMO – “Non ho mai visto né conosciuto Yara Gambirasio“. Queste le parole dette in tribunale da Massimo Giuseppe Bossetti, rispondendo alle domande del pm Letizia Ruggeri durante il processo per l’omicidio della ragazzina morta a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo. Il muratore, dopo aver raccontato la sua vita lavorativa, è entrato nel merito dell’interrogatorio affermando di non aver mai conosciuto nessun componente della famiglia Gambirasio, a parte il padre, ma solo di vista. “Dottoressa io non sto mentendo, cosa che hanno fatto quelli che hanno preso questo posto prima di me”. “Salvo i miei consulenti qui hanno mentito tutti”.

Bossetti ha più volte detto di non ricordare esattamente la giornata del 26 novembre 2010 quando Yara scomparve dalla palestra di Brembate di Sopra, per poi essere trovata uccisa esattamente tre mesi dopo, in un campo di Chignolo d’Isola. Il carpentiere ha detto però che in quel periodo era solito fermarsi in edicola per comperare figurine e gadget per i figli, in particolare in quella davanti al centro sportivo. Quando il pm gli ha fatto notare come nessuno degli edicolanti lo ricordava come abituale frequentatore del proprio negozio Bossetti ha risposto: “Hanno mentito”.

“Guardi dottoressa che tutte queste domande che lei mi sta facendo me le ha fatte anche mia moglie, mia moglie mi ha fatto un terzo grado quasi quanto lei”. Lo ha detto Massimo Bossetti in un veloce botta e risposta col pm Letizia Ruggeri che insisteva per sapere i movimenti e gli spostamenti del muratore nei giorni dell’omicidio di Yara. “Le mie giornate sono sempre state uguali, ripetitive, quindi tutte uguali”, ha ripetuto più volte Bossetti. L’interrogatorio è durato un’oretta quindi è stato rinviato alla prossima udienza.

Qualche ora prima è andato in scena un duro scontro tra difesa, accusa e parti civili, relativo ad alcune e-mail inviate dall’amministratore delegato di Hacking Team, David Vincenzetti a personale interno alla società e ad investitori in cui il manager scriveva di presunte congratulazione da parte del Ros dei carabinieri riguardo la soluzione del caso. Le mail lette dai legali di Bossetti erano dei giorni successivi al fermo del muratore di Mapello, il 14 giugno del 2014. Il pm Letizia Ruggeri e i legali di parte civile si sono opposti alla lettura delle mail perchè ”non sappiamo da dove provengano”.

I difensori hanno spiegato che i documenti erano stati ricavati dal sito di Wikileaks.org. “Ci opponiamo alla lettura – hanno spiegato i legali di parte civile – perchè tra le altre cose vi potrebbero essere anche dei reati legati alla violazione della privacy, in quanto non sappiamo come queste mail siano state acquisite”. La lettura delle mail per i legali aveva rilevanza in relazione alla testimonianza di due carabinieri, che avevano estrapolato, nelle fasi iniziali dell’inchiesta i dati contenuti nei pc nella disponibilità della famiglia Bossetti.

In una delle mail inviate da Vincenzetti si faceva inoltre riferimento a un Paese, Israele, e alla possibilità di creare un Dna artificiale. L’avvocato Giuseppe Pezzotta, parte civile per la madre di Yara Gambirasio, Maura Panarese, si è opposto alla lettura (la Corte si è riservata) con toni molto decisi: “Io non posso presentarmi con un documento che mi ha dato mia sorella e leggerlo alla Corte. Tra le altre cose, vi potrebbero essere estremi per un reato”. Il pm Letizia Ruggeri ha definito la vicenda “semplicemente esilarante”.

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