Cronaca Italia

Massimo Giuseppe Bossetti, “nei suoi pc nemmeno una donna svestita”. Avvocato le prova tutte

Massimo Giuseppe Bossetti, "nei suoi pc nemmeno una donna svestita". Avvocato le prova tutte

Massimo Giuseppe Bossetti, “nei suoi pc nemmeno una donna svestita”. Avvocato le prova tutte (foto d’archivio Ansa)

BERGAMO – Nei computer sequestrati a Massimo Giuseppe Bossetti non c’è “neanche una donna nuda“, altro che “ricerche pornografiche e ancor meno pedopornografiche”, in quelli usati solo da lui. Uno degli avvocati del muratore condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, Paolo Camporini, è tornato nella sua arringa nel processo d’appello sulle ricerche a sfondo pornografico che furono trovate nel pc utilizzato in casa “in cui fu trovata una sola ricerca significativa e di 15 giorni prima dell’arresto”, avvenuto il 16 giugno del 2014.

“Niente per 20 anni e 15 giorni prima dell’arresto diventa un pervertito”, ha detto Camporini, sottolineando come quella ricerca fosse stata effettuata da un computer senza password per l’accesso e che “sua moglie è venuta a spiegare che le faceva lei quelle ricerche”. Inoltre non hanno valore indiziante le intercettazioni in carcere in cui Marita Comi, la moglie di Bossetti “lo sottopone a un interrogatorio stringente, duro, da procuratore aggiunto della Procura di Bergamo e lui professa la sua innocenza”.

“Non siate complici di questo gioco al massacro di questa persona che non ha commesso alcun reato”. E’ l’esortazione ai giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia dei difensori di Bossetti che si accingono a chiedere l’assoluzione del muratore di Mapello, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio e, in subordine, una perizia sulla prova del Dna.

In particolare l’avvocato Camporini ha sostenuto che in questo processo “c’è qualcuno che ha sbagliato e difende i propri errori: si è impedito di smascherarlo”. Questo in riferimento alla richiesta di perizia sul Dna.

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