Cronaca Italia

Mastrapasqua indagato. Repubblica e il conflitto di interessi Equitalia-Inps

Antonio Mastrapasqua

Antonio Mastrapasqua (foto LaPresse)

ROMA – Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua indagato dalla Procura di Roma per  truffa, abuso di ufficio e falso ideologico.

L’inchiesta riguarda  migliaia di cartelle cliniche che secondo le accuse sarebbero state taroccate e fatture, sempre secondo gli investigatori,  gonfiate all’Ospedale Israelitico, di cui è direttore generale. In tutto un giro gli investigatori contenstano al presidente dell’Inps un illecito che riguarda 85 milioni di euro. Come spiega Fabio Tonacci su Repubblica:

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14 milioni sarebbero rimborsi “non dovuti”ma richiesti lo stesso alla Regione Lazio. Gli altri 71 sono un presunto “ingiusto vantaggio” conseguito dalla clinica romana dal 2011 al 2013

Sempre Repubblica, in un pezzo firmato dallo stesso Tonacci e da Francesco Viviano, nel giorno successivo alla notizia dell’inchiesta, torna sulla questione. Mastrapasqua, che ha 25 incarichi dirigenziali, oltre alla presidenza dell’Inps è anche vicepresidente di Equitalia, l’ente che doveva riscuotere quei crediti. Da qui l’ipotesi di un conflitto di interessi. Scrive Repubblica:

La conoscono tutti, all’Inps, la pratica “del presidente”. La chiamano proprio così. Da anni l’Ospedale Israelitico versa i contributi previdenziali dei suoi dipendenti – milioni e milioni di euro – con continue cessioni di credito. Da anni e sempre nello stesso modo: Antonio Mastrapasqua si presenta dal notaio in qualità di direttore generale della clinica e cede una delle tante fatture che la Regione Lazio tarda a liquidare. Crediti girati prima all’Inpdap, poi dal 2012 all’Inps, quindi a sé stesso. Se poi si accumulano degli interessi di mora sugli arretrati – in passato è capitato – è sempre Mastrapasqua ad occuparsene, perché di Equitalia, l’ente riscossore, è vicepresidente.

Ma la vicenda giudiziaria non riguarda solo i rimborsi. Spiegano Tonacci e Viviano:

E però i carabinieri del Nas di Roma, nella denuncia depositata in Procura, non lo accusano solo per i rimborsi. «In qualità di presidente dell’Inps – scrivono – è responsabile di aver accettato e fatto accettare crediti non certi né esigibili». Dunque, è vero che esiste una legge, la 426 del 1991, che permette alle strutture sanitarie di carattere religioso di versare i contributi utilizzando i crediti vantati con la Pubblica amministrazione. Mastrapasqua, ad esempio, con un atto “unilaterale” il 13 dicembre del 2011 pagò quanto doveva all’Inpdap per il mese di novembre, circa 15mila euro, con una fattura da 248mila euro del 2007 non saldata dalla Asl Roma D.

La musica cambia però se il credito, per qualche ragione, non è più esigibile. E i rimborsi pretesi su cartelle cliniche taroccate – ecco il punto dell’accusa – non lo sono di certo. «I crediti erano regolarmente certificati dalle Asl», sostengono all’Inps. Tant’è che formalmente l’Ospedale Israelitico, a differenza di altre cliniche religiose, non ha debiti con l’Ente di previdenza. Ma per i pm, il passaggio è ancora tutto da chiarire.

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