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Matrimonio alla Reggia di Caserta, cantante Silvia Aprile indagata per truffa

 

Matrimonio alla Reggia di Caserta, cantante Silvia Aprile indagata per truffa

Matrimonio alla Reggia di Caserta, cantante Silvia Aprile indagata per truffa (Foto Ansa)

NAPOLI – Aveva chiesto l’autorizzazione per accedere alla Reggia di Caserta dicendo di dover presentare il suo ultimo cd, e invece alla Reggia del Vanvitelli la cantante Silvia Aprile si è presentata per sposarsi: con questa accusa la donna, già protagonista di X Factor 2008, è indagata dalla Procura di Napoli per truffa e falsità ideologica. 

Con lei risultano indagati per gli stessi reati l’ex sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia, l’ex amministratore delegato della società Terra di Lavoro spa ed ex consigliere comunale di Castel Volturno Rita Di Giunta e l’ex presidente dell’Ept di Caserta Enzo Iodice, in passato sindaco della città di Santa Maria Capua Vetere.

Silvia Aprile, napoletana, nota anche per le sue partecipazioni a Edicola Fiore, è stata tra i finalisti di Sarà Sanremo, a dicembre, nel duo Aprile & Mangiaracina che però non ha superato la selezione e dunque non sarà tra le nuove proposte in gara all’Ariston. Fu invece in gara tra i giovani a Sanremo nel 2009, e in quella edizione duettò con Pino Daniele.

L’episodio del matrimonio “con inganno” emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Napoli su richiesta della Dda, che questa mattina ha portato in carcere sei persone per reati che vanno dall’associazione di stampo camorristico al concorso esterno, fino alla corruzione, tra cui lo stesso De Lucia, la Di Giunta e Antonio Zagaria, fratello del boss dei Casalesi Michele Zagaria.

Per la Dda sarebbe stato Iodice, allora presidente Ept, a perorare presso la Sovrintendenza, su pressioni di De Lucia e della Di Giunta, il rilascio dell’autorizzazione, che però non riguardava il matrimonio della Aprile, ma la presentazione di un suo cd con relativa cena di gala per giornalisti e sponsor.

La cantante è inoltre indagata insieme alla madre Silvana Zaccariello, all’esponente del clan dei Casalesi Franco Passarelli e ad un agente delle penitenziaria in servizio al carcere di Santa Maria Capua Vetere in relazione alla sua candidatura nel 2010 a consigliere comunale di Castel Volturno, che per l’accusa sarebbe stata sostenuta dal clan, sebbene poi alla fine non abbia portato all’elezione della donna. A loro carico, come pure della Di Giunta, che nel 2010 si candidò alle Regionali ma non fu eletta, la Dda ha contestato reati elettorali con l’aggravante mafiosa. 

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