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Matrimonio nullo, il card. Bagnasco: “A Genova ne ho sciolti tre”

ROMA – Matrimonio nullo, il card. Bagnasco: “A Genova ne ho sciolti tre”. I vescovi italiani definiscono gli ultimi aggiustamenti per dare pieno corso alla riforma del processo di nullità matrimoniale introdotta da papa Francesco: in particolare vanno riviste le norme sul regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici italiani. Il tema è stato affrontato anche nel Consiglio episcopale svoltosi per tre giorni a Roma, predisponendo una proposta di aggiornamento: condivisa dai vescovi nel corso dei lavori di questa sessione, a giorni sarà inviata alla consultazione delle Conferenze episcopali regionali, per ritornare quindi a gennaio in Consiglio ed essere infine sottoposta ad approvazione nel corso della successiva Assemblea generale.

“Lo scopo della riforma introdotta dal Motu proprio del Papa è favorire la vicinanza dei Tribunale ecclesiastici alla gente – ha spiegato in conferenza stampa il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei -. Una maggiore vicinanza in particolare del vescovo, essendo egli il giudice nativo, a cui sono affidati anche alcuni processi chiamati ‘brevi'”.

L’altro obbiettivo è quello di una “maggiore gratuità, che non è del tutto nuova essendoci già il gratuito patrocinio per quanto riguarda gli avvocati e anche la possibilità in certi casi di non contribuire alle spese generali, che sono quelle per il personale e le strutture. Il Consiglio ha presso atto di certe precisazioni, il lavoro è stato molto positivo”.

In altre parole. “le singole regioni ecclesiastiche e i vescovi hanno deciso come procedere secondo il dettato della riforma” Bagnasco ha ricordato che per l’istituzione dei Tribunale ecclesiastici ci sono “quattro diverse opzioni”: “che ogni diocesi abbia un suo Tribunale, oppure che più diocesi ne costituiscano uno insieme, oppure che lo crei uno metropolia, con le diocesi che vogliano aderire, oppure che se istituisca uno a livello regionale”. Nello scenario italiano, ha detto il presidente della Cei, “c’è un po’ di tutto, dipende dalla configurazione delle regioni”. Uno dei punti fissi è anche “che tutto il personale esistente e che lavora sia collocato”.

Per quanto riguarda il processo “breve”, quello che dopo l’istruttoria del vicario giudiziale viene affidato direttamente al giudizio del vescovo, come giudice monocratico, il quale nel giro di pochissimi mesi può arrivare a una definizione, Bagnasco – sollecitato dai giornalisti – ha fatto il suo esempio diretto: “nella mia diocesi, Genova, finora ce ne sono stati tre, altri sono in arrivo. E’ stata un’esperienza nuova e utile. Temevo un po’. Ma se l’istruttoria è fatta con grande attenzione, è di grande aiuto. Poi arriva sempre il momento in cui è il giudice che deve pronunciarsi”.

Bagnasco ha spiegato che le cause “si sono risolte tutte in favore della nullità, con motivazioni diverse. Sono molto sereno – ha commentato -: sono state risolte in coscienza, con riflessione, preghiera e molta serenità”. Il presidente Cei ha spiegato anche che, in base al Motu proprio papale, le Conferenze episcopali si daranno le norme anche sugli aspetti dei costi, che ora sono comunque già molto contenuti, ammontando a 525 euro a causa. “C’era già la possibilità di non pagare neanche questa cifra – ha osservato -. Poi esiste il gratuito patrocinio per gli avvocati d’ufficio. E se si scelgono avvocati non d’ufficio, dall’albo, la Cei da tempo ha stabilito un onorario da non superare”.