Cronaca Italia

Matteo Boe: torna libero il bandito sardo che rapì e mozzò l’orecchio al piccolo Farouk

Matteo Boe: torna libero il bandito sardo che rapì e mozzò l'orecchio al piccolo Farouk

Matteo Boe: torna libero il bandito sardo che rapì e mozzò l’orecchio al piccolo Farouk

ROMA – Matteo Boe: torna libero il bandito sardo che rapì e mozzò l’orecchio al piccolo Farouk. A novembre compirà 60 anni, e lo farà da uomo libero. Matteo Boe, uno dei principali esponenti del banditismo sardo, a fine mese uscirà dal carcere Opera di Milano, dove è attualmente detenuto, dopo aver scontato 25 anni di reclusione per i sequestri di Sara Nicoli, Giulio De Angelis e del piccolo Farouk Kassam.

L’ex bandito di Lula (Nuoro) venne arrestato il 13 ottobre 1992 a Porto Vecchio, in Corsica, dove stava trascorrendo – da latitante – qualche giorno insieme alla compagna Laura Manfredi. Trasferito nel carcere di Marsiglia, venne poi estradato e condannato nel 1996 a 20 anni di reclusione per il sequestro Kassam. Non si sa ancora se deciderà di tornare nel suo paese natio, ma la notizia della sua imminente scarcerazione ha già fatto il giro dell’isola.

Dopo Graziano Mesina, infatti, è lui il bandito sardo più famoso. Soprattutto dopo l’avventurosa fuga dal super carcere dell’Asinara, a bordo di un gommone. Era il 1 settembre del 1986, Matteo Boe stava scontando una condanna a 16 anni per il sequestro di Sara Nicoli. Fu coinvolto successivamente nel sequestro dell’imprenditore romano Giulio De Angelis, rapito in Costa Smeralda nel 1988.

E sempre da latitante era stato indicato come uno dei principali artefici del rapimento di Farouk Kassam, il bambino di 7 anni figlio del titolare di uno degli alberghi più rinomati della Costa Smeralda, rapito il 15 gennaio del 1992 in casa a Porto Cervo. Il bambino, a cui era stato mozzato un orecchio, era stato liberato l’11 luglio dopo sei mesi di prigionia in circostante mai chiarite, con l’intermediazione di Graziano Mesina.

Nel 2003 Boe aveva subito un lutto gravissimo: a novembre venne uccisa a soli 14 anni Luisa, la primogenita dei tre figli che aveva avuto con Laura Manfredi. La ragazza era stata colpita da un’arma da fuoco dopo essersi affacciata al balcone nella sua casa di Lula. Un omicidio ancora senza un colpevole.

To Top