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Matteo Cagnoni, sms a amica dopo morte moglie Giulia Ballestri: “Un grosso guaio”

RAVENNA – Matteo Cagnoni scrisse due sms ad una amica e alla segretaria subito dopo la morte della moglie, Giulia Ballestri, uccisa a bastonate in una villa di famiglia disabitata nel centro di Ravenna: in uno parlava di un “grosso guaio” e nell’altro di “una tragedia”. E questi due sms, oltre alle impronte trovate nel sangue della vittima, hanno convinto il tribunale del Riesame di Bologna a confermare il fermo del dermatologo cinquantenne, che si trova rinchiuso nel carcere di Sollicciano (Firenze).

Per i giudici del Riesame, scrive il Resto del Carlino, “c’è la firma” di Cagnoni sul delitto commesso la mattina del 16 settembre scorso. Ad incastrare il noto dermatologo, ospite anche di alcune trasmissioni televisive, ci sarebbero diverse impronte lasciate sul sangue di Giulia Ballestri, 39 anni. Una in particolare è quella ritenuta più interessante dagli investigatori: si tratta dell’impronta del palmo della mano sinistra isolata dalla polizia scientifica su un vecchio frigorifero a un metro e mezzo circa di altezza. Sarebbe questa la “firma” alla quale si riferiscono i giudici. Una mano insanguinata che può essere stata lasciata solo da chi ha massacrato di bastonate la donna.

 

Ma non finisce qui. Perché poco dopo la mezzanotte del 18 settembre, un giorno dopo l’omicidio, Matteo Cagnoni inviò due sms, ad una amica e alla segretaria, in cui dimostrava di essere a conoscenza della morte della moglie, scrive il Resto del Carlino,

“tanto da avere usato frasi esplicite di questo tipo: “un grosso guaio” e “una tragedia”. Peccato che fino a quel momento – rilevano i magistrati – nessuno glielo avesse detto, «segno evidente e inconfutabile della sua responsabilità».


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