Cronaca Italia

Matteo Penna investito in moto dopo lite: 12 anni fa il fratello paralizzato allo stesso modo

Matteo Penna investito in moto dopo lite: 12 anni fa il fratello paralizzato allo stesso modo

Matteo Penna investito in moto dopo lite: 12 anni fa il fratello paralizzato allo stesso modo

TORINO – Un destino beffardo quello di Matteo Penna, 27 anni, ora ricoverato in condizioni gravissime per l’incidente provocato da Maurizio De Giulio, il 50enne di Nichelino che domenica sera, su una strada statale in Valle di Susa, dopo una lite lo ha inseguito e speronato mentre era in sella alla sua moto con la fidanzata. Nello schianto lei è morta sul colpo. Dodici anni fa la stessa sorte toccò al fratello di Matteo, Giulio, oggi paralizzato per le lesioni riportate in un altro incidente stradale. Anche lui era stato investito da un furgone, mentre era in sella a una moto, dopo essere uscito da scuola.

De Giulio, ora rinchiuso nel carcere Lorusso e Cotugno con l’accusa di omicidio stradale, era alla guida di un furgone Ford Transit, con la compagna e la figlia di lei. E’ risultato positivo all’alcol test. Dalle prime ricostruzioni, sembra che a causare la lite sia stata una mancata precedenza. A quanto si apprende, il van non avrebbe lasciato passare la moto. A quel punto i due ragazzi si sarebbero accostati al furgone e lì sarebbe iniziata la discussione. Poi De Giulio avrebbe inseguito i due giovani sulla moto e li avrebbe investiti all’altezza di una rotonda.

“Io l’ho fatta, io la pago”, si sarebbe sfogato con i presenti subito dopo lo schianto. L’aveva già fatto, sempre ubriaco, e con la stessa assurda foga vendicativa.  Sette anni fa a Moncalieri dopo aver litigato con la moglie salì furioso in auto fino a quando non ha pensato bene di bruciare un semaforo rosso a tutta velocità prima di schiantarsi contro le auto incolonnate. Poi aveva aggredito i vigili urbani giunti sul posto, colpevoli di invitarlo a salire sull’ambulanza, infine minacciò i carabinieri che in manette lo portavano via.

San raffaele

Intubato, Matteo Penna oggi lotta tra la vita e la morte: nell’incidente ha riportato un trauma cranico e toracico e la prognosi è riservata. “Non mi stupirebbe di rivederlo in moto – racconta fuori dall’ospedale la cugina, Silvia – Matteo è fatto così. Dopo l’incidente del fratello si è rimesso in sella, senza paura. Non ha perso la voglia di vivere e ha continuato a coltivare l’amore per le due ruote, una passione di famiglia”.

“Matteo è uno spirito libero. Con numerose passioni: la montagna, il nuoto. A tre anni aveva già gli sci ai piedi. È un ragazzo vitale, che fa ciò che gli piace”. Ora il pensiero va ai suoi genitori. “Per loro è un déja-vù – spiega ancora Silvia – Giulio, il fratello di Matteo, era stato investito da un furgone 12 anni fa. Era in sella alla sua moto e aveva appena lasciato a casa la sua fidanzata”.

La cugina spera: “Ho fiducia nel vederlo riprendersi. Mi piacerebbe avere la stessa fiducia nella giustizia, ma ora prevale la rabbia. Non so cosa sia successo davvero ieri. La dinamica dell’incidente la conosce Matteo, la conosceva la sua ragazza che però non può più raccontarlo. E … quel delinquente che li ha travolti”.

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