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Mattia Dall’Aglio, autopsia conferma: è morto per arresto cardiocircolatorio. Ma non si sa a che ora…

Mattia Dall'Aglio, autopsia conferma: è morto per arresto cardiocircolatorio

Mattia Dall’Aglio, autopsia conferma: è morto per arresto cardiocircolatorio

MODENA – Mattia Dall’Aglio è morto per un arresto cardiocircolatorio. Ha stabilito questo l’autopsia condotta dai medici legali del Policlinico sul corpo del nuotatore di 24 anni deceduto domenica in una sala adibita a palestra nei pressi della piscina dei vigili del fuoco a Modena.

Secondo le prime notizie sugli esami autoptici, iniziati verso le 12.30 di giovedì 10 agosto e proseguiti per circa 2 ore, il cuore del ragazzo sarà inviato in un centro specializzato a Padova per accertamenti, per chiarire con maggiore precisione la dinamica del decesso.

Inoltre all’esito dell’autopsia non sarebbe stato possibile stabilire con esattezza l’orario in cui Dall’Aglio è morto. Per il decesso dello sportivo sono indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, il presidente dell’associazione Amici del nuoto, che si occupa della struttura, e un tecnico, allenatore, dell’associazione stessa.

Oltre al perito nominato dalla procura, all’autopsia hanno preso parte il consulente nominato dai due indagati e quello dei parenti del nuotatore.

Come spiegato nei giorni scorsi dal procuratore capo di Modena Lucia Musti, l’iscrizione, con il fascicolo in mano al pm Katia Marino, non si è resa necessaria soltanto per permettere l’autopsia, ma anche per chiarire se quella stanza con gli strumenti per allenarsi sia in regola con le norme previste. Da quello che trapela, difatti, pare che Dall’Aglio fosse da solo all’interno di un locale che viene utilizzato soltanto da alcuni sportivi dopo che si è ottenuta la chiave custodita da un bar sempre adiacente alla piscina.

Proprio la stanza adibita a palestra è stata posta sotto sequestro dagli uomini della squadra Mobile della polizia di Stato modenese, del vice questore aggiunto Marcello Castello. Sono stati prelevati, inoltre, documenti (tra questi pare autorizzazioni concesse all’associazione Amici del nuoto) e i video del sistema interno di sorveglianza, dove Dall’Aglio risulterebbe ripreso mentre si allena e fa stretching. Uno dei quesiti principali che ruotano attorno al decesso del nuotatore, nel giro della nazionale e partecipante alle Universiadi in Corea del 2015, sta proprio sul fatto se potesse o meno trovarsi da solo in quella stanza, senza un istruttore o un allenatore. La presenza di una figura qualificata era forse dovuta e avrebbe potuto evitare il peggio?  

Secondo gli accertamenti, Dall’Aglio sarebbe entrato nella stanza con gli strumenti intorno alle 14.30 mentre il ritrovamento del corpo, pare ad opera di un vigile del fuoco, sarebbe avvenuto verso le 17. Non risulta che Dall’Aglio soffrisse di patologie, come l’autopsia dimostra, il che rende ancora più inspiegabile la morte di uno sportivo in salute, monitorato proprio per la sua attività professionistica. Anche per questo si è deciso di inviare l’organo a Padova, da dove, più avanti, potrebbero arrivare risposte determinanti.

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