Blitz quotidiano
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Maturità 2016, terza prova per geometri “truccata” a San Benedetto

ASCOLI PICENO – Un trucco per segnalare la risposta giusta al quiz, e far superare l’esame di maturità allo studente. E’ quanto sarebbe avvenuto alla Scuola Domani di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, un istituto privato per ragionieri e geometri, al centro di un’ispezione del ministero della Pubblica istruzione, che ha ravvisato anomalie nella gestione della terza prova dell’esame di Stato.

Sulla vicenda, riportata dal Resto del Carlino, anche la Procura di Ascoli ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti, ipotizzando il reato di abuso d’ufficio: l’inchiesta però è appena cominciata, e il ventaglio delle ipotesi di accusa potrebbe ampliarsi. Gli ispettori del Miur, intervenuti dopo una segnalazione, avrebbero individuato prove sospette anche un istituto scolastico della provincia di Fermo, su cui è competente la procura fermana. A

San Benedetto, ad alcuni studenti alle prese con la terza prova, che a differenza delle prime due viene elaborata direttamente dalla commissione d’esame, sarebbe stato comunicato preventivamente un codice per poter rispondere correttamente al test a risposta multipla. Ad esempio, se la risposta giusta era la seconda, la domanda iniziava con una parola di due lettere (Un, Il, La); se la risposta corretta era invece la quarta, la prima parola del quiz era composta da quattro lettere. E così via…

Gli accertamenti riguarderanno l’operato dei docenti interni alla scuola privata e dei commissari esterni. Interpellato dal Resto del Carlino il preside Vincenzo Jorio si è detto certo che tutte le prove si siano svolte correttamente. ”Non sappiamo ancora nulla nello specifico – afferma – se non il fatto che è arrivata una lettera dell’Ufficio scolastico regionale in cui si comunica che gli esami proseguono con riserva”. Alla Domani sono iscritti circa 200 allievi, per lo più studenti lavoratori. Negli ultimi anni l’istituto ha registrato un aumento delle iscrizioni pari al 30% ma secondo Jorio solo perché la sede ”si è trasferita nel centro di San Benedetto”.