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Maurizio Bavaresco uccide il padre: “Ero posseduto”

ROMA – Maurizio Bavaresco uccide il padre: “Ero posseduto”.  Ha ucciso il padre a coltellate e poi, dopo aver realizzato quello che era accaduto, è sceso in strada ancora sporco di sangue e ha fermato una pattuglia della polizia confessando di aver commesso l’omicidio. Tragedia familiare nel pomeriggio in via Vitelleschi, a pochi metri da piazza Risorgimento e dalla basilica di San Pietro. Protagonista un 32enne italiano che abitava con i genitori: Maurizio Bavaresco,  istruttore di body building, ma anche attore fino almeno fino al 2008.

“Ho appena ucciso mio padre”  ha detto a una pattuglia della polizia impegnata in attività di controllo sul territorio in via Crescenzio. La polizia si è subito recata nell’abitazione e gli agenti hanno trovato il corpo senza vita del padre, di 66 anni. Era vestito e disteso sul letto nella camera da letto. “All’improvviso non ho capito più niente. Ero posseduto e ho colpito mio padre non so quante volte. Non so cosa mi sia successo. E’ stato un raptus”, si è giustificato il ragazzo.

Fermato, il 32enne è stato accompagnato negli uffici di polizia. A quanto ricostruito finora ha colpito più volte il padre 66enne poi, quando ha realizzato cosa era accaduto, avrebbe anche cercato inutilmente di soccorrerlo.  L’omicidio, stando al suo racconto, si sarebbe consumato circa 2 ore prima di quando è sceso in strada.  Ancora da chiarire se prima ci sia stata una lite tra i due o se, al contrario, l’uomo sia stato ucciso mentre dormiva. – Sarà l’autopsia a chiarire se la vittima abbia tentato di difendersi o sia stata sorpresa nel sonno. Sulla vicenda sono in corso indagini del commissariato Borgo.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e il movente dell’omicidio.  In queste ore si scava nella vita del 32enne e del padre per chiarire se recentemente o in passato ci siano stati dei dissidi tra i due o altri tipi di problemi. Verranno ascoltati parenti e amici.  Al vaglio anche eventuali testimonianze di abitanti del palazzo che oggi potrebbero aver sentito urla e litigi.

Appassionato di vari sport, con un fisico robusto frutto di anni di fitness, nel 2002 Maurizio ha frequentato un corso di recitazione con la Filmart ed è stato poi lanciato nel mondo del cinema. Il ruolo più significativo è stato l’infermiere in «Grande, grosso e verdone» del 2007 di Carlo Verdone. Ma è stato anche protagonista di un episodio in «L’altra scuola» (2008) e nella fiction tv «Provaci ancora prof 3». Non è chiaro se prima di uccidere il padre, Maurizio abbia litigato con lui. Di sicuro – secondo la polizia – il trentenne stava per iniziare un ciclo di cure da uno psicologo. Non si esclude che questo possa essere stato il movente scatenante dell’aggressione. Nel palazzo di via Vitelleschi è intervenuto anche il pm Maria Cristina Palaia che ha svolto un sopralluogo con la polizia. E ha poi interrogato l’attore in commissariato. Quando è stato portato via da casa Maurizio non era solo: gli agenti hanno anche preso in consegna il suo cagnolino. (Rinaldo Frignani, Corriere della Sera)