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Maurizio Di Francescantonio, anche una ragazza tra gli aggressori in metro a Roma

ROMA – Picchiato brutalmente in metro a Roma per aver chiesto a un gruppo di ragazzi di spegnere una sigaretta. Le due persone arrestate per l’aggressione a Maurizio Di Francescantonio, i casertani Antonio Senneca e Luigi Roccitiello, di 27 e 25 anni, sarebbero stati aiutati anche da altri due presunti aggressori, un loro amico e la sua fidanzata. Senneca e Roccitiello sono stati fermati dalle autorità con l’accusa di tentato omicidio e portati nel carcere di Regina Coeli a Roma.

Michela Allegri su Il Messaggero scrive che la polizia giudiziaria sta ancora guardando le riprese delle telecamere di videosorveglianza e sostiene che al pestaggio abbia preso parte anche una terza persona, che ora rischia di essere iscritto nel registro degli indagati. La ragazza, che sarebbe la fidanzata della terza persona coinvolta, sarebbe rimasta in disparte:

“E’ successo tutto in pieno giorno, alle tre di pomeriggio. Maurizio, 37 anni, è nel vagone con sua madre Elena. All’altezza della fermata Castro Pretorio vede un gruppetto di quattro maleducati. «Stavano facendo un macello, urlavano, fumavano», racconta la vittima. All’ennesima sigaretta accesa, il trentasettenne interviene: «Non potete fumare dentro, è vietato», dice. In tutta risposta riceve un insulto: «Ma fatti i c… tuoi e vattene». Maurizio si allontana, mentre i ragazzi gli fanno gestacci. Decide di spostarsi quattro vagoni più in là. Senneca e Roccitiello, però, lo seguono. Uno barcolla, lo afferra per la maglia, lo colpisce talmente forte da farlo cadere. Continua a picchiarlo con calci e pugni, e colpisce anche Elena, che tenta di proteggere il figlio. L’amico lo raggiunge. Per fare più in fretta scende a una fermata e scavalca i vagoni passando dall’esterno. Infierisce su Maurizio che è raggomitolato sul pavimento del treno”.

 

Proprio a questo punto, scrive il Messaggero, entrerebbe in scena il terzo uomo secondo l’ultima ricostruzione degli investigatori, che avrebbe lasciato da sola la ragazza per andare ad “aiutare” i due fermati nel pestaggio:

“Alla stazione Bologna, i passeggeri avvisano il vigilante. Il gruppetto di picchiatori si allontana, qualcuno tenta di inseguirli. Saranno gli agenti di polizia a trovarli. Riconosciuti dai testimoni, Senneca e Roccitiello finiscono in manette. Al momento del fermo sono arroganti e su di giri. Insultano gli operanti, tentano di fare resistenza. Poi, vengono portati in carcere. Maurizio viene ricoverato all’Umberto I. Ha un trauma cranico, fratture e un’emorragia cerebrale”.


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