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Medico firma certificati… ma era in crociera: processo a Grosseto

GROSSETO – Il medico firmava i certificati, ma era in crociera… E’ quello che emerge dal processo “Pandora 1″ a Grosseto sui presunti raggiri ai danni delle assicurazioni mediante la denuncia di incidenti del tutto falsi oppure non corrispondenti alla realtà.

Un testimone racconta: “Il dottor Giuseppe Retali era a Bardonecchia a sciare dal 7 al 14 marzo 2009 e poi in crociera dal 25 al 30 maggio. Ma in quei giorni risultano i suoi certificati per guarigione con postumi nei confronti di tre pazienti e anche per due minori, non sappiamo in quest’ultimo caso se per un incidente vero”. Scusi, come fate a sapere che Retali non era a Grosseto? chiede il sostituto procuratore Marco Nassi: «Dalle telefonate che aveva fatto o ricevuto”.

Ma l’ortopedico Retali, come scrive Pierluigi Sposato per Il Tirreno,

non è l’unico dei medici certificatori e segnalatori a favore dell’agenzia Studio Verde imputato in questo processo. C’è anche Angelo Aristodemo Cavero, che lavorava all’ospedale di Orbetello e che era entrato in scena «solo a maggio 2009, alla fine delle indagini», precisa il sottufficiale. Ciani parla dell’incontro dell’ortopedico con Simona Bonsanti, moglie di Stefano Rossi dello Studio, degli accordi presi per l’inizio della collaborazione, anche in cambio di bottiglie di vino: «Abbiamo ricavato che erano stati presi accordi dall’intercettazione della telefonata tra Bonsanti e Rossi».

E il pm, anche dando un tono colloquiale alle conversazioni lette in aula, riporta cosa si erano detti i due. Cavero sarebbe intervenuto per incidenti o mai esistiti (dato ricavato dalla memoria di un altro principale imputato, Paolo Palumbo, specifica Ciani). L’accusa parla con retrodatazioni di certificati del pronto soccorso, di numeri di cartelle inesistenti o riferiti ad altro paziente. Parla di certificati palesemente alterati eppure entrati a far parte di sinistri che sono stati risarciti dall’assicurazione.