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Meduna, Muhamed Sinanovski annegato nel canale. Parroco: “Non l’hanno spinto”

TREVISO – Muhamed Sinanovski è il ragazzino di 13 anni annegato nel canale Malgher, a Meduna. Muhamed stava giocando con alcuni amici quando è scivolato nel canale ed è stato trascinato via dalla corrente. Subito sono scattati i soccorsi, ma poco dopo il suo corpo senza vita è stato ritrovato a valle. Ora il tribunale dei minorenni di Venezia ha aperto un fascicolo sulla morte del ragazzino, ipotizzando una spinta accidentale che lo abbia fatto finire nelle rapide del Malgher. Una ipotesi di reato contro cui si è scagliato Don Giacomo Tesolin, che ha dichiarato: “Muhamed non è stato spinto”.

Rosario Padovano sul quotidiano La Tribuna di Treviso scrive che a far scattare i sospetti e le indagini dei carabinieri anche una frase apparsa su Facebook da parte di uno degli amici di Muhamed, che ha scritto “ci sarà giustizia per te”:

“Nei giorni scorsi l’Arma di Conegliano ha raccolto le voci che giravano tra gli amichetti di Muhamed e di cui si sono trovate tracce in chat e sui profili facebook di alcuni ragazzi, e avviare accertamenti sull’ipotesi della spinta. Uno degli amici di Muhamed ha scritto “Ci sarà giustizia per te, amico”. Inquietante. Il giallo si infittisce sempre di più. Secondo uno degli zii della vittima, Muhamed si sarebbe chinato un attimo per potersi dissetare, o forse per detergersi il volto o la testa con un po’ d’acqua, accovacciandosi sulla piccola diga di terra del fiume Fiume, alla confluenza con il Sile lì dove nasce il Malgher.

Faceva troppo caldo quel giorno. Poi il bimbo è sparito in acqua. Ma se c’è stata una spinta da parte di chi è avvenuta e soprattutto come? Per un assurdo gioco, di quelli che si fanno tra amici di quell’età? I ragazzi verranno riascoltati tutti, forse con l’aiuto di uno psicologo. Da anni molti ragazzi anche da fuori provincia si recano a Brische a fare il bagno nei giorni d’estate. Da troppo tempo si dice che questi giochi sono pericolosi, in un punto che molti provenendo da fuori non conoscono. Forse con una recinzione Muhamed si sarebbe potuto salvare e la prevenzione in una comunità deve sempre stare al primo posto.

Intanto ieri i parroci di Pravisdomini e Barco, lì dove viveva il ragazzino, hanno invitato la comunità alla preghiera. Don Galliano Lenardon a Barco e don Giacomo Tesolin a Pravisdomini hanno invitato tutti a riflettere. Don Tesolin dal pulpito ha difeso però i ragazzi che erano con Sinanovski, biasimando la ricostruzione sulla spinta. In pratica l’ha definita una montatura. Dopo la fiaccolata di venerdì continuano le raccolte fondi. Per quanto riguarda il funerale con rito musulmano la salma non è stata ancora restituita. Intanto la famiglia si è affidata a una ditta di onoranze funebri della Macedonia per trasportare il feretro in quel Paese. Occorre un segnale della magistratura di Treviso per sbloccare la situazione”.


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