Blitz quotidiano
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Melito: tredicenne raccontò abusi del branco in un tema, la madre lo nascose

REGGIO CALABRIA – Non solo violentata e ricattata dal branco, non solo bollata come “una ragazzina movimentata che se l’è cercata” niente di meno che dal parroco del paese, ma scaricata anche dai suoi stessi genitori, che quando hanno scoperto le violenze subite dalla figlia dal racconto della stessa ragazzina hanno pensato bene di far finta di nulla per non far finire in “discredito della famiglia” e costringerla a traslocare in un altro paese.

Sono queste le ultime notizie trapelate dall’inchiesta sul branco di sette adolescenti che per tre anni ha stuprato una ragazzina di 13 anni a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. Notizie, riportate da Carlo Macrì sul Corriere della Sera, che raccontano di come i genitori della ragazzina, ed in particolare sua madre, da tempo fossero a conoscenza di quanto stava subendo la loro bambina. Era stata lei stessa a raccontarlo alla madre, dopo che questa aveva trovato la brutta copia di un tema in classe in cui la figlia scriveva del momento difficile che stava attraversando e del fatto che i genitori non si fossero accorti di nulla.

La madre le domandò che cosa stesse succedendo, ma quando la figlia si aprì e le descrisse l’inferno che stava passando la donna decise di far finta di nulla. “La ragazzina si era sentita sola, senza alcuna protezione”, scrive il giudice per le indagini preliminari, che sottolinea come gli stessi genitori le avessero “imposto” di “subire in silenzio un penoso rosario di violenze”.

Eppure in quel tema già apparivano chiari i contorni dell’incubo che stava vivendo, come ha raccontato la stessa ragazzina agli investigatori:

“Un giorno a scuola la mia professoressa d’italiano ci dà un tema dove dovevamo parlare del ruolo che avevano avuto i nostri genitori nella nostra vita…. Ed io che nonostante non abbia detto niente per proteggere anche loro ero arrabbiata con loro perché comunque loro non se ne sono mai accorti di niente… cercavo di essere mai triste, mai arrabbiata… magari mi rendevo attiva in casa aiutavo molto mia madre…. Di giorno in giorno non se ne sono accorti proprio di niente … quindi ero un po’ arrabbiata con loro di questo perché comunque come fai a non accorgertene che tua figlia sta attraversando un periodo difficile, una difficoltà, niente completamente…”.

Quando la madre scoprì la brutta copia del tema ne chiese conto alla figlia. Ma quando questa le raccontò tutto lei fece come se non avesse sentito nulla. La donna informò il marito, il padre della tredicenne, ma nessuno fece nulla. Come non fece nulla nemmeno la cugina della ragazzina, a cui la vittima di questa storia oscena aveva raccontato tutto.

 


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