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Meningite, ragazza ricoverata: profilassi per 100 persone

FROSINONE – Meningite, una ragazza di 18 anni, giocatrice di pallavolo nella Asd Volley Ferentino, è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Goretti di Latina. La ragazza, che vive a Fiuggi, in provincia di Frosinone, si trova nel reparti di rianimazione dell’ospedale pontino.

Il servizio di prevenzione della Asl di Frosinone ha attivato il protocollo sanitario previsto in questi casi e ha sottoposto a profilassi un centinaio di persone tra familiari, amici, compagni di scuola e della squadra di volley dove gioca come centrale.

Quello della giovane giocatrice di volley è il quarto caso di meningite dall’inizio dell’anno in provincia di Frosinone. Ma dalla Asl tranquillizzano: “Non è un’epidemia e abbiamo sottoposto a profilassi antibiotica tutte le persone che negli ultimi giorni hanno avuto contatti con la ragazza”.

GLI ALTRI CASI – La regione italiana più colpita dai casi di meningite è la Toscana. Qui nel 2015 ci sono stati 38 casi di meningite da meningococco, dicono i dati della Regione, di cui 31 di tipo C, 5 di tipo B, 1 di tipo W e 1 non tipizzato. Tra il 2014 e il 2015 le diagnosi sono più che raddoppiate, passando da 16 a 37.

Ma Toscana e Lazio non sono certo le uniche regioni ad aver avuto casi di meningite mortali. Lo scorso 9 aprile Ilaria Montilli, una giovane mamma di 25 anni ricoverata per quella che sembrava una influenza, è morta all’ospedale Cotugno di Napoli per una forma di meningite che non le ha lasciato scampo. Ilaria Montilli, napoletana trasferitasi a Sant’Anastasia, era morta per le complicanze della meningite che le aveva provocato un edema al cervello.

Il calvario della giovane mamma era iniziato a metà marzo, quando la ragazza era stata portata d’urgenza al Loreto Mare di Napoli, dove era stata dimessa dopo poco con la diagnosi di un’influenza. Due giorni più tardi Ilaria era stata portata nella clinica Villa Betania del quartiere Ponticelli, e lì i medici si erano resi conto che sono necessari esami più approfonditi, e ne avevano disposto il trasferimento al Secondo Policlinico di Napoli. La donna era rimasta in rianimazione per qualche giorno, in coma, fino a quando, il 9 aprile, il suo cuore ha smesso di battere.