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Mense scuola, portarsi pasto da casa “è un diritto”: tribunale respinge ricorso Miur

TORINO – Portare da casa il pranzo da consumare a scuola è un diritto di tutti gli studenti. I giudici del tribunale civile di Torino hanno rigettato il reclamo del ministero dell’Istruzione contro la decisione di un giudice di primo che aveva riconosciuto il diritto di consumare a scuola il pasto portato da casa, visti i prezzi della mensa.

Secondo i giudici del tribunale di Torino, il reclamo presentato dal Ministero “è infondato”. Le considerazioni delle Amministrazioni reclamanti – si legge nell’ordinanza – non appaiono al Collegio idonee a scalfire il ragionamento del primo giudice, né a consentire una diversa ricostruzione del quadro normativo, che neghi al genitore dell’alunno iscritto al tempo pieno (si tratta di scuola primaria) la facoltà di scegliere, per il proprio figlio, tra il servizio di refezione offerto dal Comune e la consumazione a scuola, durante l’orario del pranzo, di un pasto preparato a casa: evidentemente sotto la propria responsabilità”.

Il tribunale di Torino ricorda la gratuità dell’istruzione prevista dall’articolo 34 della Costituzione sul diritto allo studio, e sottolinea che “la gratuità dell’istruzione è un principio assoluto e in alcun modo relazionato al reddito dei soggetti che devono fruirne. E’ quindi evidente che subordinare il diritto allo studio all’adesione a servizi a pagamento viola il dettato costituzionale”.

Plaude alla sentenza il Codacons, che parla di “vittoria fondamentale per tutte le famiglie che hanno bambini che frequentano una scuola con mensa”. Adesso però, sottolinea il presidente Codacons Marco Donzelli, “è necessario che il ministero dia disposizioni precise a tutte le scuole italiane affinché sia possibile esercitare liberamente questa possibilità”. In particolare, si chiede “che venga messo a disposizione una spazio apposito dove i bambini possano consumare il cibo portato da casa”.

Critici il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino e l’asra all’Istruzione Gianna Pentenero:  “La Regione Piemonte – hanno ricordato – ha già sottolineato in più occasioni il rischio che le sentenze della magistratura possano mettere in discussione l‘universalità del servizio mensa e la funzione pedagogica, sociale e di educazione alimentare di cui è portatrice. Siamo fermamente convinti che il tema dei costi troppo elevati della ristorazione scolastica non possa essere affrontato smontando una conquista raggiunta negli anni. Per questa ragione riteniamo indispensabile avviare un confronto sul tema con il ministero dell’Istruzione”.