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Meteo. Venti forti e ancora caldo: inverno non arriva

L'inverno non sembra voler arrivare in Italia. Le temperature restano sopra la media stagionale, mentre in Gran Bretagna il vortice polare porta il freddo

ROMA – Forti venti soffiano sull’Italia tra lunedì 11 e martedì 12 gennaio, ma le temperature restano sopra la media e l’inverno non sembra voler arrivare. Due giorni di raffiche di vento, ma poi una perturbazione arriverà sul Paese da mercoledì 13, portando pioggia e maltempo. Mentre il caldo resiste sull’Italia, in Gran Bretagna le temperature scendono sotto lo zero. Il vortice polare è arrivato al nord Europa e da martedì le temperature scendono a meno 10 gradi con pioggia e neve, portando così l’inverno.

Francesco Nucera, meteorologo di 3bmeteo.com, spiega che saranno due giorni decisamente ventosi per l’Italia:

“Tra lunedì e martedì potranno aversi raffiche anche superiori ai 60-80 km/h su Mar di Corsica, Mar di Sardegna e Mar Ligure. Sono presti venti tesi ( 50-70 km/h) anche su medio e alto versante Tirrenico; in misura minore sullo Ionio. Venti tesi di Garbino previsti tra Emilia orientale, Romagna e fin verso il basso Veneto. A causa del forte vento lo stato del mare sarà in condizioni pessime con mari agitati sui bacini occidentali. Mareggiate saranno possibili sulle Tirreniche con onde di 8 metri al largo. Da mercoledì i venti tenderanno a calmarsi e a ruotare da Maestrale sebbene soffieranno ancora con una intensità a tratti sostenuta.

Raffiche di vento forte sono previsti sui valichi Appenninici(specie sulla dorsale centro settentrionale) laddove la ventilazione potrà essere prossima ai 120-140 km/h. Per tutti i dettagli consulta le mappe. Tle dinamica è esasperata dalla forte differenza di pressione tra la fascia anticiclonica sub tropicale e la circolazione di bassa pressione sul Nord Europa. Entro il canale di vento teso in quota in arrivo dall’Atlantico si formano vari vortici di bassa pressione. Uno di questi, nella zona di massima energia del Jet attraverserà l’Europa da ovest verso est  entro lunedì portando forte maltempo tra Francia, Germania, Olanda e Danimarca”.

Le temperature restano calde e ben sopra la media stagionale:

“Si potranno ancora toccare punte anche di 22/23°C su Sicilia, Calabria, 20/21°C anche tra Puglia, Abruzzo e Molise. Le temperature, benché più basse, risulteranno abbondantemente sopra le medie del periodo anche al Nord, proprio nel periodo statisticamente più freddo dell’anno. Si potranno toccare infatti punte di 17/18°C tra Emilia Romagna e Veneto ed in Liguria, fino a 15/16° Martedì anche in Piemonte. Questa situazione tenderà a ribaltarsi da giovedì quando le temperature subiranno un deciso calo termico a partire dal Nord Italia”.

Ma con l’arrivo del vortice polare sul nord Europa prima e sull’Italia poi, gli scenari possibili per il mese di gennaio sono due secondo il meteorologo Nucera;

“Se per l’Europa centro settentrionale il quadro appare chiaro, non lo è ancora per l’Italia. La situazione meteo infatti non è ancora del tutto chiara sull’entrata del freddo anche sul Mediteranno. L’entrata del Vortice Polare in Europa mette in difficoltà le elaborazioni matematiche e dunque la previsione meteo appare molto incerta e non priva di difficoltà. Stiamo infatti parlando di uno scenario a 7 giorni per cui con bassa attendibilità.  Il grande freddo dovrebbe rimanere tra Russia e Scandinavia ed interessare in particolare l’Europa orientale. Quello che si può dire per l’Italia è che ci sarebbe un calo delle temperature per l’ingresso di correnti da Nord. Se il freddo moderato si trasformerà in qualcosa di più sostanzioso dipenderà dalla posizione dell’anticiclone in atlantico. Ci ‘azzardiamo’ a fare due ipotesi sul tipo di configurazione e non sugli effetti per il momento.

Ipotesi A) anticiclone più spostato in Atlantico. Il freddo entrerebbe con più decisione portando un’ondata di maltempo invernale su tutta la Penisola.

Ipotesi B) anticiclone a ridosso dell’Europa. Un fronte freddo attraverserebbe velocemente l’Italia seguito da venti freddi da Nord e con effetti maggiori marginali sui versanti adriatici e al Sud”.

 


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