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Metro C Roma, lavoratori in strada: “No ai licenziamenti”

I lavoratori della Metro C di Roma sono scesi in strada per manifestare contro i licenziamenti e chiedono incontro col prefetto entro il 15 febbraio

ROMA – I lavoratori della Metro C di Roma sono scesi in piazza la mattina dell’8 febbraio per una assemblea e presidio contro i licenziamenti. Sono oltre 500 gli operai che dovrebbero realizzare l’opera e sono a casa a cui si aggiungono i 117 dipendenti del Consorzio Metro C che rischiano di perdere il posto di lavoro. Intanto i sindacati chiedono la convocazione di un tavolo con il prefetto Franco Gabrielli per parlare della situazione e, in caso di diniego, annunciano una manifestazione il prossimo 15 febbraio sotto la prefettura.

I cantieri della Metro C sono romai fermi dallo scorso 15 dicembre e così durante l’assemblea di lunedì 8 i lavoratori sono scesi in via Gordiani per manifestare:

“Siamo 117 dipendenti del Consorzio Metro C ed ora rischiamo di perdere il posto di lavoro – spiegano – Oltre 500 operai, che dovrebbero realizzare l’opera, ora sono a casa. Il Consorzio con l’apertura della procedura di mobilità ha ufficializzato la chiusura dei cantieri. La metro C rischia quindi di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. Per questo chiediamo il pieno rispetto degli accordi per garantire la futura occupazione di tutti i lavoratori – aggiungono – ma soprattutto che la politica si assuma la responsabilità verso i lavoratori e i cittadini”.

I sindacalisti Benedetto Truppa della Cgil, Raffaele Galisai della Cisl e Remo Vernile della Uil hanno preso la parola durante lo svolgimento del presidio per chiedere al prefetto Gabrielli di intervenire sulla questione dei lavori sospesi e di convocare entro il 15 febbraio un tavolo con i sindacati per parlare della situazione:

“Manderemo una lettera al prefetto Gabrielli. Se non ci risponde e ci convoca entro il 15 febbraio manifesteremo sotto la prefettura. Nel caso non fosse convocato il tavolo a Palazzo Valentini i sindacati hanno fissato al 15 febbraio la protesta dei lavoratori”.

 


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