Cronaca Italia

“Qui niente ragazzi di colore in sala”: Paolo, milanese, rifiutato da un albergo di Cervia

"Qui niente ragazzi di colore in sala": Paolo, milanese, rifiutato da un albergo di Cervia

“Qui niente ragazzi di colore in sala”: Paolo, milanese, rifiutato da un albergo di Cervia

CERVIA – Non sarebbe stato assunto in un albergo di Cervia per la stagione estiva perché di colore. E’ quanto denuncia la Filcams Cgil di Ravenna intenzionata a portare avanti “un’azione legale per una gravissima discriminazione razziale”.

Protagonista dell’episodio è Paolo, un giovane di 23 anni residente a Milano, che “si è visto rifiutare un’assunzione, già concordata – spiega il sindacato – a causa del colore della pelle”. Il ragazzo e i suoi familiari hanno così deciso di rivolgersi alla Filcams Cgil, categoria che si occupa del settore turistico. Secondo quanto ricostruito dal sindacato, il fatto risale al 18 giugno scorso quando l’uomo, dopo avere inviato via email la copia della carta di identità necessaria a perfezionare il contratto di assunzione, per il quale c’era già un accordo, avrebbe ricevuto un messaggio sms di diniego del datore di lavoro.

La Cgil ha diffuso il testo integrale del messaggio: “Mi dispiace Paolo ma non posso mettere ragazzi di colore in sala qui in Romagna la gente è molto indietro con mentalità scusami ma non posso farti venire giù ciao”.

Paolo aveva risposto da Milano ad un annuncio per lavorare nella stagione giugno-settembre 2017 in un hotel di Cervia. Non sarebbe stato il primo impiego: il giovane, infatti, vanta una certa esperienza nel settore e aveva già lavorato, nella passata stagione turistica, nella Riviera romagnola. ”

Siamo di fronte ad un evidente caso di discriminazione razziale in cui a un danno patrimoniale per avere perso la stagione lavorativa – commentano la Cgil e la Filcams di Ravenna – si somma l’umiliazione e la profonda ingiustizia di cui si è vittima. Nessuno può essere discriminato in base al colore della pelle”.

La Cgil “adotterà tutti gli strumenti necessari per tutelare il lavoratore che ha avuto la determinazione di denunciare il sopruso subito e ora si affida alla legge italiana, per vedersi riconosciuti diritti fondamentali per la difesa dei quali la stessa Cgil e’ da sempre in campo. Confidiamo che le ragioni di Paolo – conclude il sindacato – trovino ampia soddisfazione in tribunale e siamo certi che la Romagna saprà distinguersi dall’inaccettabile connotazione riservatale dall’albergatore”.

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