Blitz quotidiano
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Michael, 42 minuti sott’acqua: salva la vita, persa la gamba

Michael, 15 anni, è un sopravvissuto: rimase incastrato da un ramo sul fondo del Naviglio 10 mesi fa. Storia di una guarigione miracolosa

MILANO – Michael, 42 minuti sott’acqua: salva la vita, persa la gamba. Michael, 15 anni, ha la fortuna di poterla raccontare (lo fa con il Corriere della Sera), perché miracolosamente si è salvato, ma della sua disavventura conosce ciò che gli hanno riferito amici, parenti e dottori. Di come, cioè, sia riuscito a farcela nonostante sia rimasto sott’acqua per 42 minuti, nonostante il cuore rifiutasse di continuare a battere. La gamba, quella no, l’ha persa.

Il 24 aprile 2015, una decina di mesi fa, Michael e i suoi amici decidono di fare un tuffo nel Naviglio Grande a Milano. E’ l’ultima cosa che ricorda insieme con quel ramo che lo trattiene giù. Passano 42 lunghissimi minuti. Quando finalmente i sommozzatori riescono a liberarlo, Rossella Giacomello, medico rianimatore del 118, si trova davanti un ragazzo cianotico e in arresto cardiaco.

“Intorno a me c’era chi mi diceva di non accanirmi su un cadavere, ma io volevo assolutamente continuare la rianimazione — ricorda —. Non potevo credere che un ragazzo morisse per un gioco in una bella giornata d’aprile. La temperatura fredda era l’unica cosa che mi faceva sperare (l’acqua ghiacciata ha protetto i centri vitali di Michael, ndr). E a un certo punto il suo cuore ha ridato un segnale”. (Simona Ravizza, Corriere della Sera)

L’acqua gelata e un bel po’ di fortuna. Ma poi servirà uno scatto d’ingegno, la classica mossa disperata, l’azzardo risolutivo. “Qualcosa oltre il limite, qualcosa di misterioso”, ammette Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e rianimazione dell’ospedale San Raffaele. I rianimatori non demordono e attaccano Michael all’Ecmo, una macchina che surroga le funzioni vitali di polmoni e cuore: la circolazione extracorporea riprende.

Solo, quando infilano i tubi, insorge un problema che consiglia l’amputazione dell’arto destro. Quindi 41 giorni di coma procurato: al risveglio tanta riabilitazione. Ora gli serve solo una protesi. Ma pare che le Regioni litighino su chi delle due dovrà fornirla. Michael supererà anche questa.