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Michele Buoninconti, giudici a figli: Volete vedere papà?

ASTI – Il Tribunale dei Minori di Torino ascolterà, in una udienza videoregistrata, due dei figli minori di Michele Buoninconti, il vigile del fuoco condannato a trent’anni di carcere in primo grado per l’omicidio della moglie, e loro madre, Elena Ceste. I giudici chiederanno ai due ragazzi se, dopo un anno e mezzo, vogliono rivedere il padre, che si professa innocente e che più volte ha chiesto di poterli incontrare.

I figli, entrambi ottimi studenti, sono stati affidati alla tutela dei nonni materni, che li accudiscono con l’aiuto degli zii. La famiglia Ceste, rappresentata come parte civile dagli avvocati Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia, è contraria a contatti diretti tra figli e padre, a cui da mesi è stata ormai sospesa la patria potestà. L’appello al riguardo, in corte d’Assise a Torino, si potrebbe già tenere a fine estate o al più tardi in autunno, anche se la data non è ancora stata fissata. I difensori di fiducia di Buoninconti, Enrico Scolari dello studio Benni di Ivrea e Giuseppe Marazzita, puntano a disarticolare con una serie di contro-perizie il lavoro dell’accusa.

“Mai, dal momento dell’arresto, ovvero oltre un anno fa, i figli di Michele, hanno chiesto un colloquio con il padre. Detto questo, non ci diamo opposti alla richiesta di audizione dei due più grandi”. Queste le parole di Carlo Tabbia e Debora Abate Zaro, gli avvocati della famiglia di Elena Ceste. Parole pronunciate nell’ultima udienza del processo che ha portato all’affidamento dei quattro figli di Michele Buoninconti ai nonni materni. Michele Buoninconti sta scontando 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste, uccisa il 24 gennaio 2014 a Motta di Costigliole d’Asti.

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  • Elena Ceste
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