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Michele Ferrulli morto durante arresto: assolti poliziotti

MILANO – I quattro poliziotti a processo per la morte di Michele Ferrulli, deceduto durante l’arresto, sono stati assolti dalla corte d’Assise di Appello di Milano dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Francesco Ercoli, Michele Lucchetti, Roberto Stefano Piva e Sebastiano Cannizzo erano stati indagati dopo che Ferrulli, manovale di 51 anni, è morto per arresto cardiaco il 30 giugno 2011 mentre gli agenti di polizia lo stavano ammanettando a terra.

La sentenza in appello emessa il 23 maggio conferma così quella emessa nel luglio 2014 in primo grado, che aveva assolto gli agenti dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Michele Ferrulli morì per arresto cardiaco il 30 giugno del 2011 in via Varsavia, periferia sud-est di Milano, mentre gli agenti lo stavano ammanettando bloccato a terra. I poliziotti erano intervenuti dopo una segnalazione per schiamazzi in strada e avevano trovato Ferrulli vicino ad un bar con due amici romeni.

Domenica Ferrulli, la figlia dell’uomo morto, ha definito la sentenza “vergognosa”:

“E’ una sentenza vergognosa arrivata solo perché sul banco degli imputati c’erano quattro appartenenti alle forze dell’ordine. Con questa sentenza perde l’Italia intera, ma noi non ci fermeremo e andremo avanti perché mio padre deve avere giustizia”.

Per i legali dei quattro agenti, gli avvocati Massimo Pellicciotta e Paolo Siniscalchi,

“la verità trionfa sempre e questo era un processo in cui il fatto era prevalente su tutto”. I difensori hanno sottolineato come “per fortuna c’era un video che ha fatto giustizia sull’emotività e sulle suggestioni”.

Il riferimento è a un filmato che ha ripreso la scena dell’arresto ed è stato acquisito agli atti dell’inchiesta e dei processi. Nelle scorse udienze del processo di secondo grado, il sostituto pg di Milano Tiziano Masini aveva chiesto di ribaltare il verdetto di assoluzione di primo grado (decisa il 3 luglio 2014 dal Tribunale, mentre il pm aveva chiesto 7 anni di carcere per i quattro imputati) e di condannare i poliziotti a pene comprese tra i 16 mesi e i 7 anni e 8 mesi di carcere, distinguendo le responsabilità e le accuse di omicidio preterintenzionale e colposo.

La Corte, presieduta da Sergio Silocchi, ha confermato, invece, le assoluzioni. I quattro agenti erano in aula al momento del verdetto e alcuni familiari e amici degli imputati hanno accolto la sentenza con gesti ed espressioni di gioia. In aula c’era anche la figlia di Michele Ferrulli, Domenica, e con lei anche Lucia Uva, la sorella di Giuseppe Uva, morto nel 2008 all’ospedale di Varese dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei carabinieri (il processo di primo grado è finito con l’assoluzione di due carabinieri e sei poliziotti).

Il pg Masini aveva sostenuto che i quattro agenti avevano messo in atto contro Ferrulli “un arresto illegale e arbitrario” e ciò anche perché ad un “oltraggio a pubblico ufficiale, per cui non è previsto il provvedimento, non possono seguire addirittura violenze da parte delle forze dell’ordine”. E aveva parlato di “botte” e “percosse”.

In particolare, l’accusa di omicidio preterintenzionale, secondo il pg, andava mantenuta solo nei confronti di due poliziotti, Francesco Ercoli e Michele Lucchetti, quelli che intervennero per primi quella sera in via Varsavia, a Milano, dopo una segnalazione per schiamazzi. Per loro era stata chiesta una condanna a 7 anni e 8 mesi comprensiva anche dell’accusa di falso. Mentre per gli altri due, Roberto Stefano Piva e Sebastiano Cannizzo, arrivati dopo sul posto, il pg aveva chiesto rispettivamente 16 e 18 mesi per omicidio colposo con eccesso colposo nell’uso dei mezzi di coazione fisica.

I legali dei poliziotti, gli avvocati Massimo Pellicciotta e Paolo Siniscalchi, invece ribadendo la richiesta di conferma delle assoluzioni, avevano spiegato che “in questo processo abbiamo soltanto che gli agenti hanno svolto il loro dovere e che non avevano a disposizione un monitor per controllare la pressione di Ferrulli ad ogni istante”. La difesa aveva anche chiarito che l’arresto era stato legittimo perché Ferrulli quella sera era minaccioso e “aggressivo”.

 

 


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