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Migranti: a Goro vincono le barricate sul prefetto. Respinti 12 donne e 8 bimbi

ROMA – Migranti: a Goro vincono le barricate sul prefetto. Respinte 12 donne. “Prendo atto della protesta, le 12 donne richiedenti asilo sono state sistemate in comuni limitrofi e probabilmente non torneranno a Gorino”. Lo afferma il prefetto di Ferrara, Michele Tortora, al Gr 1, sulla protesta nel paese del Ferrarese e sulla marcia indietro dopo la notte di barricate per impedire il passaggio del pullman con le 12 donne africane (di cui una all’ottavo mese) e gli otto bambini .

I 300 uomini della protesta a Gorino (frazione di Goro), su 600 abitanti, che non hanno voluto sentire ragioni, hanno dunque avuto la meglio, prevalendo su prefettura e autorità. E anche di un normale sentimento di accoglienza o della decenza, a sentire lo sfogo del prefetto Morcone. Sul quotidiano online locale Estense.com che ha seguito passo passo la mobilitazione di Gorino, risuonano alcune delle voci raccolte durante la protesta.

Alla paura per l’arrivo delle 12 donne e degli 8 bambini si aggiunge anche il timore che “chiuda l’unico bar del paese: ma come si fa a metterli nel bar ostello, che ora dovrà chiudere perché non ci andrà più nessuno. Senza contare che così si uccide anche l’unico sostegno del turismo, non verrà più nessuno a fare giri in barca”.

Annemarie, la ragazza che lavora al bar ostello come cameriera, è già sicura di aver perso il posto: “come faccio io ad andare là alle 6 di mattina, con il buio, da sola? E se mi fanno qualcosa?”. “Noi non siamo mai stati razzisti – ripete un anziano che in quell’ostello, quasi 60 anni fa, quando era un asilo, ci andava a scuola -, lo stiamo diventando, loro ci fanno diventare razzisti”. (Estense.com)

“Non credo che possiamo forzare la mano più di tanto – ha aggiunto Tortora al Gr 1 – comunque in giornata incontrerò il sindaco e faremo dei ragionamenti insieme”. Goro non ospita al momento alcun profugo, dice il prefetto, rispetto ai circa 800 già presenti nella provincia di Ferrara. “Il sistema dell’accoglienza diventa sempre più stressante – aggiunge Tortora – ma le procedure sono state corrette. Non mi aspettavo una reazione del genere e l’ho trovata sconcertante”.