Blitz quotidiano
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Migranti alla deriva chiamano pensionato romano dal barcone

ROMA – Migranti alla deriva chiamano pensionato romano dal barcone. Ha ricevuto diverse chiamate all’alba da parte di stranieri che chiedevano aiuto in francese e in inglese. Per questo un cittadino residente in zona Marconi, a Roma, ha contattato stamattina intorno alle 6 la polizia. Giunti nell’abitazione gli agenti hanno risposto ad una delle telefonate ed hanno così accertato che proveniva da un barcone con a bordo centocinquanta persone in difficoltà nel Canale di Sicilia. La polizia ha allertato la Guardia Costiera per i soccorsi.

Svegliato all’alba, il pensionato romano ha faticato non poco a cercar di capire chi ci fosse all’altro capo del telefono: “Ma non si capiva una parola, quel tipo parlava un po’ in inglese, un po’ in francese. Non capivo proprio cosa volesse all’alba”. Non sapeva, l’avrebbero accertato poi le autorità allertate, che a cercare aiuto era un sudanese: col suo telefono satellitare stava componendo numi a caso col prefisso di Roma.

Proprio il satellitare fa pensare che in realtà l’SOS è stato inviato da uno degli scafisti, tecnica cinica ma non nuova per abbandonare l’imbarcazione piena di migranti a largo e fuggire via, segnala Rinaldo Frignani del Corriere della Sera.

Il soccorso è scattato dopo la segnalazione del capopattuglia dell’autoradio del commissariato San Paolo che con un collega si era recato a casa del pensionato in via Cardano, vicino viale Marconi. All’inizio sembrava più un intervento per molestie telefoniche, visto che lo straniero continuava a chiamare a ripetizione senza riuscire a farsi capire dall’interlocutore, ma lo stesso padrone di casa ha comunque intuito che poteva trattarsi di una richiesta di aiuto di qualche tipo.

Magari per qualcuno che stava tentando il suicidio. Non era così. A capire tutto è stato il poliziotto che all’ennesima telefonata ha risposto di persona. Il mare, il vento, il rumore assordante dei motori. L’impressione immediata è stata quella di parlare con qualcuno che si trovava su una barca. Poi, scambiando ancora qualche parola, l’agente si è reso conto che era un migrante che chiedeva soccorso. A quel punto è stato avvisato il comando generale della guardia costiera ed è stato individuato il punto in mare dove si trovava il satellitare dal quale partivano le telefonate. (Rinaldo Frignani, Corriere della Sera)


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