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Migranti bloccano statale Adriatica per “riso scotto”

CHIETI – Un riso scotto diventa pretesto per bloccare la strada statale Adriatica. I migranti che sono ospitati nel centro di accoglienza a Torino di Sangro, in Abruzzo, hanno bloccato la strada per 45 minuti prima che i carabinieri intervenissero e li costringessero a liberare la strada. Silvana Priori, sindaco di Torino di Sangro, ricorda che i profughi attendono da un anno di andare via dal centro e di poter iniziare a lavorare e che il riso scotto, nella situazione di tensione quotidiana, diventa solo l’ultimo pretesto per manifestare.

Il quotidiano Il Centro scrive che tutto inizia intorno alle 12 del 4 giugno, quando muniti di reti metalliche, tronchi e pneumatici i migranti arrivano sulla statale Adriatica e improvvisano un sit-in di protesta contro il riso “scotto” del pasto appena servito:

“Sul posto sono arrivati i carabinieri della locale caserma con il comandante, maresciallo Michele Cefaratti, e il vicequestore del commissariato di Vasto, Alessandro Di Blasio, con gli agenti della polizia stradale: hanno evitato che la situazione degenerasse. Una quindicina di immigrati, per lo più nigeriani, è stata condotta in caserma, identificata e denunciata per interruzione di pubblico servizio e violenza privata. Altri 60 ospiti dello stesso camping non hanno partecipato alla protesta.

L’accaduto ha sollevato polemiche e proteste da parte dei residenti. Anche perché non è la prima volta che gli immigrati occupano la Statale. Lo hanno fatto già un anno fa a poca distanza dall’el Lecceta. «Un disagio che purtroppo dobbiamo subire perché altrimenti veniamo accusati di razzismo», protestano alcuni cittadini.

Il sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori, spezza un lancia in favore dei manifestanti. «Credo che il riso scotto sia stato solo uno spunto per ricordare che da un anno aspettano di poter andare altrove e iniziare a lavorare», dice il primo cittadino. Il territorio, però, è esasperato. Tanti gli automobilisti che ieri mattina hanno subito danni. Qualcuno ha perso importanti colloqui di lavoro. È stato necessario fare intervenire i carabinieri e la polizia per evitare che la situazione degenerasse. Solo la vista delle divise ha convinto gli immigrati a fermarsi. Il vicequestore Di Blasio e il maresciallo dei carabinieri Michele Cefaratti hanno dialogato con gli ospiti. Un’ora dopo, il presidio si è sciolto”.


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