Cronaca Italia

Migranti, Minniti cambia le regole: niente sgomberi degli abusivi se non hanno casa

Migranti, dopo lo sgombero il corteo dei senza casa. Viminale cambierà regole

Migranti, dopo lo sgombero il corteo dei senza casa. Viminale cambierà regole

ROMA – Niente più sgomberi di occupazioni abusive se non ci sarà pronta una soluzione alternativa per “alloggiare chi ne ha diritto”. Non è ufficiale, anche se la fonte è un senatore che dice di avere parlato con il ministro dell’Interno Marco Minniti. Non è facile capirne il senso: se si tratta di una mossa anti Virginia Raggi o se si tratta di una marcia indietro di Minniti.

Il dietro front, se tale è, costituirebbe fonte di imbarazzo anche per Paolo Gentiloni, che poche ore prima della clamorosa rivelazione aveva fatto sapere di essere totalmente a fianco di Minniti sulla linea della fermezza. L’unica, bisogna ricordare, che può fare sperare al Pd un minimo di tenuta elettorale.

Ma il cupio dissolvi che corrode l’anima della sinistra da quando è morto il Pci sta minando le basi.

Il presidente del Pd Matteo Orfini parla per tutti:

“Quello che è accaduto a Roma in questi giorni non è normale. E non lo deve diventare. Non si può continuare a pensare che un dramma sociale possa essere ridotto a questione di ordine pubblico». E ancora: «A essere inadeguata è stata anche la gestione da parte delle forze dell’ordine. Non si esegue uno sgombero con quelle modalità e non lo si fa senza una adeguata soluzione alternativa. Soprattutto, non si risponde alla povertà con le cariche e con gli idranti”.

La povertà giustifica ogni illegalità. È la via italiana al socialismo. Ditelo a Stalin.

Se fosse che Minniti ha ceduto alle pressioni della sua sinistra sarebbe catastrofico. Potrebe innescare una serie di occupazioni abusive da parte di italiani border line in fatto di casa, o semplicemente di persone che aspettano da anni una casa popolare e si sono visti regolarmente tagliati fuori dalla preferenza accordata agli stranieri. Se vale per i neri vale anche per i bianchi e anche per quegli italiani che nel loro Dna trovano ascendenze africane o saracene.

La polemica è divampata, non solo dalla parte della destra ma anche dagli addetti ai lavori. Nella polemica entra L’associazione dei prefetti chiede:

“Le occupazioni abusive vanno o no tollerate? Lo si stabilisca nei luoghi a ciò deputati, c’è un Parlamento per questo», afferma Antonio Corona a nome dell’Associazione Prefettizi, che in merito alle polemiche sullo sgombero dei migranti a Roma ricorda che «il medesimo Parlamento proprio al fine di avviare un graduale quanto costante processo di superamento del fenomeno delle occupazioni, appena nell’aprile scorso ha convertito nella legge n. 48/2017 il decreto legge 14/2017, il cosiddetto «pacchetto Minniti”.

La fonte della svolta a U del Viminale sugli interventi è il senatore Luigi Manconi, del Pd e presidente della commissione Diritti umani, dopo un colloquio con il ministro dell’Interno Marco Minniti. “Non posso virgolettarlo”, ha detto a SkyTg24, “perché non sono stato autorizzato a farlo, ma posso dire che il ministro dell’Interno Minniti non autorizzerà altri sgomberi a Roma senza che vi siano già pronte soluzioni abitative alternative”.

La decisione è stata confermata a Repubblica da un funzionario del Viminale che ha specificato: “La prossima settimana scriveremo nuove linee guida per effettuare gli sgomberi ordinati dai giudici, e le invieremo a tutti i giudici d’Italia. Tra le disposizioni ci sarà sicuramente quella di non autorizzarli se prima non è stata concordata una sistemazione dove alloggiare chi ne ha diritto. E’ una regola di buon senso, e non sarà l’unica”.

Tecnicamente, spiega Fabio Tonacci su Repubblica,

“non spetta al ministro autorizzare o meno l’intervento in un immobile occupato per riconsegnarlo al legittimo proprietario: è un decreto prefettizio a disporlo, dopo aver acquisito il parere del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Però di prassi il Viminale viene sempre informato preventivamente. E può fare pressioni per una deroga dei termini o per dilazionare la procedure quando a richiederlo siano ragioni di sicurezza sociale”.

Sembra proprio che due giorni dopo gli idranti usati contro i migranti il Viminale sia pronto a riscrivere le linee guida per gli sgomberi, da diramare a tutti i prefetti d’Italia. Lo ha anticipato ieri Luigi Manconi, senatore PD e presidente della Commissione Diritti Umani: si può procedere alle operazioni di sgombero – è la sintesi – solo quando sono state già approntate soluzione abitative alternative. L’obiettivo, chiaro, è evitare altre vie Curtatone.

Polverone da destra:

Il deputato del Gruppo Misto Maurizio Bianconi: “Dire stop agli sgomberi se non ci sono abitazioni alternative puo’ andar bene nel Paese dei Balocchi o nella Città di Dio del vescovo Agostino ma non sul piano pratico in una nazione reale, in pieno riflusso economico con 11milioni di cittadini sotto la soglia della povertà e 5 milioni che combattono con la fame.
“Ma se cosi dovesse essere, con la stessa logica perversa si dovrebbe dire: stop alle demolizioni degli immobili abusivi se lo Stato non procura abitazioni alternative, stop a tutti gli sfratti, stop a tutte le esecuzioni immobiliari. Bisognerebbe dire stop ai licenziamenti senza che lo Stato assicuri posti di lavoro alternativi, stop alla lotta alle pensioni abusive senza fonti di reddito alternative, stop alla lotta alla contraffazione senza approvvigionamento di commesse alternative e così via.
“Se per combattere la illegalità o esercitare legittime e doverose funzioni, lo Stato dovesse provvedere ogni volta a costituire soluzioni alternative, saremmo nel caos e nella povertà assoluta già da moltissimo tempo. Governare è scegliere e pagare il prezzo, non certo deprimere lo Stato e le sue funzioni, affossare le sue finanze e vuotare le tasche dei contribuenti per vezzi e vizi ideologici e la ricerca dell’applauso”.
 Renato Schifani, senatore di Forza Italia e ex presidente del Senato:
“Preoccupa la marcia indietro del ministro Marco Minniti sugli sgomberi delle occupazioni abusive. E’ un segnale di resa dello Stato di fronte ad un fenomeno di illegalità pericolosa che attenta al diritto alla proprietà privata e che spesso nasconde sottotraccia anche gravi episodi di racket e delinquenza. Ci auguriamo che si tratti soltanto di una pausa di riflessione da parte di un rappresentante dell’esecutivo che ha dimostrato, su altri fronti, fermezza e determinazione”.

I rifugiati sgomberati dallo stabile di via Curtatone manifestano sabato pomeriggio a Roma, con uno striscione che ribadisce il diritto a cui non vogliono rinunciare: “Il diritto alla casa è senza confini”. Insieme a loro i comitati per l’abitare, altri rifugiati, altre persone senza casa, italiani e immigrati che vogliono schierarsi apertamente contro la guerriglia urbana e politica iniziata il 19 agosto con lo sgomberto e mai terminata.

Li attende una Roma blindata: vietate le bottiglie, vietati i pali per le bandiere, rigido controllo sul percorso stabilito, varchi di accesso controllati. La parola d’ordine è evitare scontri, altri scontri. Il corteo partirà da piazza dell’Esquilino passando per via Cavour e via dei Fori Imperiali, fino a raggiungere piazza della Madonna di Loreto. Le forze di polizia presidieranno i luoghi sensibili nell’area del percorso – Palazzo Chigi e il Campidoglio – e devono evitare a tutti i costi che il corteo esca dal tracciato concordato per raggiungere via IV Novembre o piazza Santi Apostoli, dove si trovano persone sgomberate da uno stabile di Cinecittà il 10 agosto.

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