Cronaca Italia

Migranti e cooperative, Roberto Garavello e la sua Kb: “Gestisco un business”

Migranti e cooperative, Roberto Garavello e la sua Kb: "Gestisco un business"

Migranti e cooperative, Roberto Garavello e la sua Kb: “Gestisco un business”

VARESE – “Quello dei migranti è un business”: lo dice chiaramente Roberto Garavello, che insieme alla moglie Katiuscia Balansino gestisce la Kb, società a responsabilità limitata della provincia di Varese che, con 65 dipendenti, ospita 600 immigrati e fattura otto milioni di euro, racconta Roberto Rotondo sul Corriere della Sera. 

In pratica nella provincia di Varese quasi un migrante su tre è ospitato nelle strutture che Kb ha tra Busto Arsizio, Somma Lombardo, Samarate, Gallarate, Gorla Minore, Fagnano Olona.

“Se il Prefetto mi chiama in un’ora trovo 100 posti”, spiega Roberto Garavello al Corriere della Sera. La sua Kb nel 2016 ha fatturato 8 milioni di euro, con 2 milioni e 340mila euro di utile. Impiega 65 dipendenti diretti e altrettanti con le cooperative di servizi indirette: tra loro ci sono sei autisti, 20 custodi a rotazione, quattro medici specialisti come consulenti, sei psicologi e due infermiere sempre a disposizione. In tutto sono seicento i migranti ospitati, dislocati nei sei centri.

“Compriamo 600 paia di scarpe al mese — racconta — ma anche duemila paia di infradito per rendere più comoda la preghiera scalzi. Nei nostri centri abbiamo fatto costruire una moschea con le immagini rivolte verso la Mecca e anche i lavapiedi con i rubinetti per le abluzioni”. È la Prefettura a stabilire cosa fornire ai migranti. La scelta di gestire dei centri con grandi numeri tuttavia è oggetto di alcune critiche. “Ma gestire i migranti in pochi centri a mio parere è meglio — ribatte Garavello — in questo modo i profughi sono sotto controllo, anche dal punto di vista sanitario”.

A Varese sono 21 le società e le cooperative nella graduatoria per la cosiddetta emergenza migranti. In tutta la Lombardia i profughi sono 23mila, a Varese 2.200. Kb è la società che ha più posti.

“Gestiamo un business e non lo nego, nessuno ha mai detto che non lo sia — dice — ma siamo in regola con tutto. La Prefettura ha tre ispettori e manda i controlli a sorpresa, e anche l’Ats controlla spesso. Mai una contestazione. L’emergenza migranti durerà ancora molti anni”.

 

 

 

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