Cronaca Italia

Migranti, il video che mostra il “servizio taxi” delle Ong nel Mediterraneo

Migranti, il video che mostra il "servizio taxi" delle Ong nel Mediterraneo

Migranti, il video che mostra il “servizio taxi” delle Ong nel Mediterraneo

CATANIA – Ecco il video che mostrerebbe il “servizio taxi” delle Ong, come lo ha definito il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: la Stampa pubblica le foto di quel che accade sulle navi cariche di migranti avvistate dalle organizzazioni non governative che operano nel Mar Mediterraneo. Immagini inedite in cui si vede la nuova tecnica usata dai trafficanti di esseri umani: abbandonano il barchino a poche miglia dalla costa, quando ancora si vede la terra all’orizzonte, e poi con la moto d’acqua tornano in Libia.

Le barche partono in pieno giorno. I migranti si riprendono tra di loro con i telefonini. E le immagini mostrano come funzionano i viaggi della speranza, come spiega Antonio Albanese sulla Stampa:

La costa sullo sfondo è quella della Libia, forse la zona di Zuara, in Tripolitania, fra Tripoli e il confine con la Tunisia. (…) Si parla poco, qualcuno prega, gli unici rumori che si sentono sono il motore della barca e il mare.

Gli investigatori raccontano di un copione completamente cambiato nell’ultimo anno: “L’impressione è che i trafficanti abbiano aumentato i profitti diminuendo i rischi”. I rischi, però, sono diminuiti solo per i trafficanti, visto che di migranti nel 2016 ne sono morti più che negli anni precedenti: 5.083.

La nuova strategia, spiega la Stampa, prevede che il barchino venga “scortato” da una moto d’acqua che la sorveglia e le indica la rotta verso le navi di soccorso (ovvero quelle delle ong) che sono al di là delle acque territoriali libiche. Poi su quelle moto d’acqua sale anche lo scafista che guida il barchino. Una tesi che era già stata mostrata da alcuni video pubblicati da Striscia la notizia, che ha ripreso anche un filmato del blogger Luca Donadel sulle strane rotte dei migranti e delle navi di soccorso.

Spiega La Stampa:

Il filmato è di poco tempo fa, probabilmente dei drammatici giorni di Pasqua quando le navi di Frontex, della Guardia costiera, della Marina e delle Ong hanno salvato 8300 persone in una cinquantina di interventi. Di solito, i migranti girano questi video per documentare il loro viaggio e per inviarli agli amici e ai parenti in Europa, quasi un messaggio: «Sto arrivando». A volte vengono loro sequestrati durante le operazioni di riconoscimento negli hotspot, se sono utili ad indagini; altre volte i migranti riescono a nasconderli e c’è chi dice che in alcuni casi abbiano provato a rifiutarsi di consegnarli alle forze dell’ordine.

 

Per guardare il video pubblicato dalla Stampa clicca qui.

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