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Milano: 150 soldati con la polizia tra via Padova, Corvetto e San Siro

MILANO – Tre zone periferiche della città di Milano verranno presidiate con pattuglie miste, formate da uomini di polizia o Carabinieri con elementi dell’esercito. “Si tratta della zona di via Padova, la zona di Corvetto e la zona di San Siro” ha spiegato il prefetto Alessandro Marangoni al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in prefettura per valutare dove impiegare i 150 uomini dell’esercito che arriveranno in città entro la fine di questa settimana.

“Ci sono poi altri sei obiettivi fissi che verranno presidiati da elementi dell’esercito e avranno un supporto esterno da parte delle forze di Polizia – ha aggiunto -. Si tratta della Darsena, piazza Castello, piazzale Loreto, stazione Centrale, Bonola e in via Sammartini”. I pattugliamenti e i presidi fissi partiranno dall’inizio della prossima settimana.

L’impiego del contingente di 150 militari in arrivo a Milano per il presidio di alcune zone periferiche e di alcuni obiettivi fissi “lo faremo limitato per tre mesi e poi riaggiorneremo la valutazione”. Il prefetto di Milano, Alessandro Marangoni, lo ha detto spiegando che “se alla scadenza di questi tre mesi ancora ci sarà la necessità verrà valutata la possibilità di prorogare queste pattuglie miste”. Marangoni ha parlato dopo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica parlando dell’impiego dei militari che arriveranno in città entro la fine di questa settimana, come aveva richiesto il sindaco Giuseppe Sala. In particolare il tema si era acceso dopo che un dominicano era stato colpito da coltellate e colpi di arma da fuoco in piazzale Loreto in orario di punta, ed era poi morto per le ferite riportate “Se ne riparlerà verso la fine di febbraio di riattualizzare il sistema di prevenzione – ha aggiunto il prefetto -. Già da quest’estate alcune zone del centro cittadino come piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele, la Darsena e la zona dei Navigli sono interessate dall’impiego di queste pattuglie”. L’impiego ha precisato Marangoni “è principalmente di prevenzione per quelli che sono i reati comuni e per i reati connessi al terrorismo”.


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