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Milano, avvocato morto in stanza di hotel: suicidio o gioco finito male?

MILANO – Giallo a Milano: un avvocato di 45 anni è stato trovato morto in una stanza di albergo in via Palmanova, all’el Adam. L’uomo era e aveva stretto attorno al collo un cavo elettrico legato a un termosifone alto poco più di un metro.

A trovare il cadavere, intorno alle 15 di venerdì 5 agosto, è stata la addetta alle pulizie dell’albergo. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, da quella del suicidio fino a quella di un gioco erotico finito male. Sembra invece esclusa l’ipotesi dell’omicidio.

Sul posto gli agenti Scientifica della Polizia di Stato che stanno cercando di chiarire i motivi del decesso. Gli investigatori hanno sequestrato sia il computer sia il cellulare dell’avvocato. Le indagini sono affidate al pubblico ministero di turno della Procura di Milano, Enrico Pavone.

L’avvocato era arrivato in el ieri sera e per la sua stanza era stato registrato un solo documento. Tuttavia potrebbe essere salita in camera, in un secondo momento, anche un’altra persona. Al momento l’ipotesi meno probabile sembra comunque quella dell’omicidio: la camera era perfettamente in ordine e con i letti rifatti (scenario ritenuto poco compatibile anche con lo stesso gioco erotico finito in tragedia) e sul cadavere non sono stati riscontrati lividi, né segni di colluttazione o di percosse.

Solo l’autopsia, che sarà effettuata nei prossimi giorni, potrà stabilire con certezza le cause del decesso. L’indagine è affidata al pm di turno Enrico Pavone della Procura di Milano. L’avvocato, originario di Parma ma residente a Milano, lascia la moglie, attualmente in vacanza, e un figlio piccolo.


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