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Milano, cosparge moglie di benzina e le dà fuoco con la sigaretta: arrestato

MILANO – Prima ha cosparso la moglie con la benzina, poi le ha dato fuoco con una sigaretta. Per questo motivo Ahmed El Sayed Abdelghany, egiziano di 38 anni, è stato arrestato a Milano. La donna, una marocchina di 45 anni, è stata soccorsa e ricoverata all’ospedale Niguarda: aveva ustioni sul 55% del corpo. Dopo l’arresto gli investigatori stanno ricostruendo la vita della coppia e ora indagano anche su un episodio del 2011, quando la donna perse un figlio al settimo mese di gravidanza.

Il Corriere della Sera nell’edizione di Milano scrive che l’egiziano, senza lavoro, è stato portato al carcere di San Vittore, mentre la moglie, che lavora come cameriera in una pizzeria, è stata ricoverata in ospedale in prognosi riservata. Lo stesso Ahmed dopo averla aggredita ha chiamato la polizia la sera del 14 luglio dopo l’aggressione:

“Quella sera è stato l’uomo a chiamare la polizia: il tono è spaventato, ansima, in sottofondo si sente la voce della donna. Sono attimi drammatici: lei urla disperatamente: «… subito. Brucio, brucio. Aiuto…». Lui sembra confuso, eppure trova la forza e la lucidità per mentire: racconta che si è trattato soltanto di un incidente domestico, con l’acquaragia, mentre ristrutturava casa.

Il drammatico sospetto
Quello della settimana scorsa sarebbe soltanto l’ultimo episodio di una lunga e drammatica sequenza di violenze che la marocchina sarebbe stata costretta a subire in otto anni di matrimonio. Il quadro che sta emergendo dalle indagini è inquietante: nel 2011 la vittima ha perso un figlio al settimo mese di gravidanza e, a questo punto, si sospetta che non si sia trattato di un aborto spontaneo. Circa quattro mesi fa la coppia ha avuto una figlia, che ora vive con i nonni materni in Marocco. Poi, è saltato fuori che anche lo scorso 26 marzo la polizia era intervenuta dopo l’ennesimo litigio tra i due, ma la donna, nonostante i maltrattamenti, non aveva voluto sporgere denuncia. La settimana scorsa, però, non ha retto e ha raccontato il suo incubo. Per ora, l’egiziano è accusato di maltrattamenti e lesioni gravissime, ma il capo d’imputazione potrebbe essere presto ridefinito in tentato omicidio.


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