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Milano, giudice arrestato. Accusa: mazzette per processi

Le nuove indagini vedrebbero al centro la società Swe-Co Sistemi e le accuse riguardano un episodio di presunta corruzione giudiziaria relativo alla chiusura di un contenzioso

MILANO – Milano, giudice arrestato. Accusa: mazzette per processi. Il giudice Marina Seregni è stato arrestato per un episodio di presunta corruzione. In sostanza la giudice, membro di una commissione tributaria a Milano, è accusata di aver intascato mazzette per chiudere un contenzioso. Ecco cosa spiega il Corriere della Sera:

Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha arrestato per presunta corruzione il giudice Marina Seregni, membro di una commissione tributaria milanese. Lo stesso provvedimento cautelare è stato notificato a Luigi Vassallo, anch’esso giudice tributario. Vassallo era stato già arrestato a dicembre, in flagranza di reato, per una presunta mazzetta da cinquemila euro (su un totale di trentamila che sarebbero stati pattuiti) che avrebbe intascato come acconto per condizionare favorevolmente il processo su una «esterovestizione» contestata ad una società. L’odierna misura cautelare per Seregni e Vassallo sarebbe stata emessa per fatti diversi da quelli per i quali Vassallo è stato già arrestato. Gli arresti sono stati eseguiti su ordinanza firmata dal gip di Milano Manuela Cannavale su richiesta dei pm Fusco e Pedio. Le nuove indagini vedrebbero al centro la società Swe-Co Sistemi e le accuse riguardano un episodio di presunta corruzione giudiziaria relativo alla chiusura di un contenzioso per la quale Vassallo avrebbe intascato 65mila euro, in parte (5mila euro) girati al giudice Seregni.

Luigi Vassallo fu «incastrato» a dicembre, nello studio dei legali dell’azienda, fra i cui impiegati si erano confusi i militari della Guardia di Finanza in borghese che intervennero e fermarono Vassallo mentre intascava la busta con 5.000 euro (prima tranche dei 30 mila richiesti) in banconote da 50. Luigi Vassallo è appunto un avvocato cassazionista e, come dice lui stesso nel suo sito internet, dal 2008 giudica in Appello (dopo averlo fatto per 20 anni in primo grado), è professore a contratto all’Università di Pavia, per quattro anni ha presieduto l’Associazione magistrati tributari della Lombardia, dal 2013 fa parte dell’Osservatorio della mediazione tributaria su incarico del direttore dell’Agenzia delle Entrate lombarda, è stato legale di enti pubblici come la Regione ed è presidente di organismi di vigilanza di grandi gruppi (come la Bracco Real Estate) ai fini della prevenzione dei reati societari.


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