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Milano, giudice si confonde e condanna pm

A firmare il dispositivo con l'errore nel nome del condannato per guida in stato di ebbrezza il giudice Maria Pia Bianchi. A farne le spese il pubblico ministero Angelo Renna, che non ha nemmeno l'auto e gira in bicicletta

MILANO – Giudice si confonde e condanna il pm (senza auto) per giuda in stato di ebbrezza. E’ successo al tribunale di Milano. A firmare il dispositivo con l’errore nel nome del condannato il giudice Maria Pia Bianchi. A farne le spese il pubblico ministero Angelo Renna, che non ha nemmeno l’auto e gira in bicicletta.

 

Forse confondendo pm ed imputato per via dell’omonimia (entrambi si chiamano Angelo), la giudice ha condannato a otto mesi di carcere e 2.800 euro di ammenda Renna, ci informa Franco Vanni su la Repubblica. 

Solo in un secondo momento Bianchi si è accorta dell’errore di trascrizione e ha subito fissato una camera di consiglio straordinaria per rimediare. Nel frattempo, scrive Vanni su la Repubblica,

“a Palazzo di Giustizia di Milano, la voce della “udienza riparatoria” è corsa in fretta, di avvocato in avvocato, fino agli uffici della Procura. “Guida in stato di ebbrezza – scherzava un magistrato, mentre la camera di consiglio era in corso – Da Renna non me l’aspettavo!”. Lo stupore è comprensibile: il pm non ha nemmeno l’automobile, difficile abbia guidato ubriaco”.

A guidare invece veramente ubriaco era un uomo fermato ad un controllo il 15 aprile del 2012.

“Con ogni evidenza si è trattato di un piccolo errore materiale, come ne possono capitare nei procedimenti penali – ha detto il giudice Maria Pia Bianchi, una volta uscita dall’aula – il processo si è svolto in modo del tutto regolare, sempre alla presenza dell’imputato e dei suoi legali. E una volta realizzato di avere sbagliato, abbiamo subito posto rimedio”.


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