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Milano, rivolta al centro di accoglienza di via Corelli: migranti occupano struttura

MILANO – Rivolta al centro di accoglienza di via Corelli a Milano: lunedì mattina presto i migranti hanno occupato le palazzine dell’ex Cie (Centro di identificazione ed espulsione, da due anni riconvertito in centro di accoglienza per i rifugiati), tenendo quattro operatori chiusi in una stanza, fino a quando non è arrivata la polizia. Una protesta contro i tempi di attesa per la concessione dello status di richiedenti asilo.

I tempi di attesa sono di circa un anno, spiega Zita Dazzi su Repubblica, e non è la prima volta che gli stranieri protestano per veder accorciata la durata del periodo di attesa.

In un caso su due, poi, le richieste di protezione internazionale e di asilo politico vengono rigettate e partono i ricorsi, che allungano ancora i tempi per la concessione del permesso.

Durante la protesta non ci sono stati momenti di violenza, nessuno è rimasto ferito né contuso, e alla fine la situazione è tornata alla normalità. Tutto si è svolto all’interno, senza che sia stato possibile dalla strada accedere alla struttura, che è considerata zona militare.

L’asre alle politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha annunciato che domani parlerà della situazione del centro di via Corelli con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. 

Il centro di via Corelli è gestito da sempre dalla società francese Gepsa, che ha vinto regolare bando di assegnazione e percepisce 35 euro al giorno dallo Stato per ogni migrante accolto. Dei 500 migranti ospitati, la metà vivono in tenda perché non c’è posto nelle palazzine.

Metà della struttura è del Comune per chi arriva spontaneamente a Milano e chiede asilo, l’altra metà è destinata ai migranti inviati dal Viminale nell’ambito del piano di ripartizione nazionale delle quote di sbarcati sulle coste meridionali.

 


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