Blitz quotidiano
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Milano, turista americano resta chiuso sul Duomo e dorme sul tetto

MILANO – Un giovane turista americano ha dormito sul tetto del Duomo di Milano nella notte tra il 25 e il 26 luglio. Il giovane di 23 anni – come riportano il Corriere della Sera e Il Giorno – si è giustificato con la polizia e con i primi operai incontrati al mattino: “Ieri sera sono rimasto chiuso dentro – ha raccontato – ma non volevo creare allarme. Così ho passato la notte qui”. Secondo la sua versione, già verificata dalla polizia, il turista era in bagno quando gli addetti del servizio privato di vigilanza hanno controllato tutti gli ambienti prima di sbarrare le porte del Duomo.

Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato nel sistema di sicurezza del luogo più sensibile della città di Milano.La bonifica del sito è curata dalla vigilanza privata della Veneranda Fabbrica del Duomo, mentre alle forze dell’ordine spettano soltanto i controlli all’esterno. Il giovane, ascoltato a lungo dalla polizia, è un appassionato d’arte. Sul suo smartphone sono stati trovati centinaia di scatti di monumenti famosi.

Spiega Nicola Palma su Il Giorno:

Dal suo telefono, verificheranno poi gli agenti, parte solo una telefonata in patria al padre, al quale però non fa cenno della situazione paradossale che sta vivendo: “Come stai? Tutto bene. Buonanotte”. Stop. Poi, sempre stando alla sua versione, scavalca un cancelletto di quelli montati tra i “sentieri” che conducono in cima alla Cattedrale e passa la notte lì, rannicchiato in un angolo.

Immaginate la reazione degli operai quando ieri mattina se lo sono ritrovati davanti. Panico. Allarme immediato alla vigilanza della Veneranda Fabbrica (la bonifica del sito tocca a loro, mentre a esercito, forze dell’ordine e polizia locale spettano solo i controlli all’esterno), che a sua volta contatta il commissariato Centro. Partono subito le verifiche sulle parole del giovane statunitense, che sostiene di non aver lanciato l’Sos per non creare allarmismi in un periodo così complicato in tutta Europa. In effetti, tutti gli accertamenti compiuti dagli investigatori non fanno che confermare quello che dice il ventitreenne: sullo smartphone vengono ritrovati centinaia di scatti di monumenti famosi; corrispondono pure la prenotazione in un ostello e i biglietti ferroviari per le altre tappe del tour culturale. Insomma,non è un terrorista tantomeno un buontempone che ha provato di proposito a eludere i controlli.