Cronaca Italia

Milano. “Violentata in treno da 2 magrebini”, la ragazza si è inventata tutto

Milano. "Violentata in treno da 2 magrebini", la ragazza si è inventata tutto

MILANO – Ha denunciato di essere stata violentata da due magrebini in treno e subito le autorità hanno iniziato a dare la caccia agli stupratori di una ragazzina di 16 anni. L’aggressione, aveva raccontato la ragazzina, era avvenuta sull’ultima carrozza della linea ferroviaria del Milano-Mortara, lasciandole evidenti lividi e una costola fratturata. Peccato che la ragazzina si fosse inventata tutto.

Paola Fucilieri sul quotidiano Il Giornale scrive che da subito la testimonianza non aveva convinto gli investigatori, ma davanti alle ferite evidenti e al suo racconto gli agenti hanno deciso di proseguire con le indagini. Questa la denuncia della ragazzina, una liceale di buona famiglia che vive a Vigevano: salita sul treno il 9 febbraio per tornare a casa è stata aggredita, picchiata e palpeggiata da due magrebini. Scatta allora la ricerca degli aggressori:

“La spirale di mezze verità e complete menzogne nella quale sono comprensibilmente piombati gli investigatori è iniziata molto prima che uno dei presunti autori del fatto, un giovane nordafricano, si presentasse in un commissariato milanese con un avvocato, perché si sentiva ingiustamente braccato. Desideroso di chiarire di aver sì conosciuto la ragazza su Facebook, come lei aveva affermato e di averla anche incontrata fuori (elemento che la quindicenne non aveva invece fornito agli investigatori, ndr), ma di non essere mai stato su quel treno con un amico per picchiarla o con l’intenzione di farle violenza. La squadra mobile tace, ma pare che il nostro clandestino abbia anche un alibi di ferro.

Già in prima battuta, quando della vicenda se ne occupavano solo le «Volanti», non era mai stato trovato alcun riscontro alla versione dei fatti fornita dalla studentessa, cercata a lungo nei fotogrammi (centinaia) delle telecamere che riprendono la strada percorsa dalla ragazza a piedi fino alla fermata, fino alla salita sul tram, ancora una volta a piedi quindi al suo arrivo alla stazione di Porta Genova, in attesa del treno. Osservandoli con grande scrupolo, più e più volte – perché si tratta di immagini spesso sfocate, di scene sovraffollate – la polizia e la Procura non hanno mai lavorato in malafede, pensando che quella versione dei fatti fosse falsa. La quindicenne aveva denunciato di essere stata assalita, picchiata e palpeggiata sul treno? E gli investigatori hanno agito nell’ottica di trovare i responsabili di questa brutta vicenda. Che, a questo punto, bisogna chiedersi se esistano veramente…”

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