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Minacce a giornalista Borrometi, Fnsi sarà parte civile

CATANIA – Minacce al giornalista siciliano Paolo Borrometi, il giudice per l’udienza preliminare di Catania ha dato l’ok alla Fnsi (la Federazione nazionale della stampa italiana) a costituirsi parte civile al processo contro Giovanbattista Ventura, considerato il reggente del clan Carbonaro-Dominante di Vittoria (Ragusa) e accusato di aver minacciato il giovane giornalista dell’Agi.

Nell’udienza preliminare iniziata giovedì mattina il Gup di Catania ha ammesso le parti civili e tra queste l’Ordine nazionale e regionale dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa, il Comune di Vittoria e lo stesso giornalista Borrometi nella qualità di parte offesa. E’ stata invece respinta l’istanza della Fondazione Caponnetto.

“Ti scippu a testa – minacciava il boss – d’ora in avanti sarò il tuo peggiore incubo e poi ci incontreremo nell’aldilà. Ci vediamo anche negli uffici della Polizia, tanto la testa te la scippu u stissu”. Ventura è già stato condannato per reati gravissimi come omicidio, concorso in omicidio ed estorsioni. 

LA SODDISFAZIONE DELL’FNSI – Plaude alla decisione del Gup la Federazione nazionale della stampa. “Va valutata con favore la decisione del tribunale di Catania che ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile della Fnsi, rappresentata in giudizio dall’avvocato Francesco Paolo Sisto, e dell’Ordine nazionale e regionale dei giornalisti nell’ambito del processo a carico del presunto autore delle minacce nei confronti del collega Paolo Borrometi”, hanno fatto sapere, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, commentando il provvedimento del Gup del tribunale di Catania, che ha disposto il rinvio a giudizio, con il riconoscimento della fattispecie mafiosa.

“Tale decisione – spiegano Lorusso e Giulietti – rappresenta un primo passo verso una sempre più incisiva azione a sostegno di tutti i cronisti minacciati per il solo fatto di svolgere con passione e rigore professionale il loro mestiere. Nei prossimi giorni la Fnsi, insieme con le Associazioni regionali di Stampa, convocherà un ulteriore incontro con i legali che hanno già risposto al nostro appello, annunciando la loro disponibilità a costituire un pool che assista gratuitamente tutti i colleghi vittime di situazioni come quella di Paolo Borrometi. In occasione del congresso della Federazione internazionale dei giornalisti, che si svolgerà a giugno in Francia, la Fnsi rilancerà l’iniziativa per costituire uno sportello europeo a tutela dei cronisti minacciati, creando una rete con gli altri sindacati europei dei giornalisti”.

Soddisfatto l’avvocato Francesco Paolo Sisto: “La Fnsi ha dimostrato di essere capace e coraggiosa. Capace di essere vicina ai giornalisti dimostrando il coraggio di scendere in campo in prima persona. Il riconoscimento di oggi della Fnsi come parte civile è solo l’inizio di un processo improntato alla sempre più tenace tutela del diritto all’informazione. Una bella vittoria”. Per il sindacato dei giornalisti, erano presenti in aula Alberto Cicero e Daniele Lo Porto, segretario regionale e provinciale dell’Associazione della Stampa.