Blitz quotidiano
powered by aruba

Moby Prince, testimone: “140 morti, colpa del rimorchiatore”

ROMA – Il tribunale non ha risolto il mistero del disastro navale della Moby Prince, il traghetto dove morirono 140 passeggeri  Era il 10 aprile 1991, 25 anni fa a Livorno, caso giudiziario archiviato: per conoscere la verità parenti delle vittime e cittadini desiderosi di una verità che distribuisca colpe e responsabilità possono sperare solo nella commissione parlamentare d’inchiesta, per questa che è chiamata una Ustica del mare.

Un testimone audito proprio in questa sede, Florio Pacini, all’epoca funzionario della Navarma, sembra aver squarciato il buio investigativo che avvolge la tragedia: è stata colpa del rimorchiatore arrivato in soccorso dopo la collisione di Moby Prince con la petroliera Agip.

L’incredibile miracolo della salvezza si stava avverando proprio in quel momento sotto gli occhi dei 140 della Moby Prince. Il mayday del traghetto si era perso nel vuoto per ore, ma a peggiorare la situazione c’è stato l’errore fatale. Il rimorchiatore che doveva salvare tutti ha sfondato gli oblò della sala deluxe e così l’unico spazio dove i passeggeri avevano trovato riparo è diventato una grande bara.

C’erano robuste porte tagliafuoco, in quel salone, e chi aveva avuto il tempo di ripararsi poteva ancora respirare bene. Erano già passate molte ore dallo schianto tra la nave diretta a Olbia e la petroliera Agip Abruzzo. Con i vetri sfondati il fumo ha intossicato e ucciso tutti. (Nicola Pinna, Il Secolo XIX)

25 anni dopo, migliaia in corteo a Livorno. Migliaia di persone hanno sfilato nel pomeriggio, silenziosamente e in corteo, a Livorno per chiedere “verità e giustizia” per le 140 vittime del Moby Prince, morti a bordo del traghetto che la sera del 10 aprile 1991 entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto. Il lungo serpentone – in testa al quale c’erano centinaia di amici e parenti delle vittime che indossavano una t-shirt rossa con la scritta “#iosono141 – verità e giustizia per il Moby Prince” -, ha raggiunto il porto mediceo dove sono state gettate in mare 140 rose rosse.

Al corteo hanno partecipato anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, rappresentanti di altri Comuni italiani che hanno contato vittime nel disastro del 1991 con i rispettivi gonfaloni, il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta Silvio Lai, alcuni commissari, il presidente del consiglio regionale toscano Eugenio Giani e alcuni consiglieri regionali. Moltissimi i cittadini a titolo privato.