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Modena, 56 stimate infermiere a processo: “Sono abusive”. Ma…

MODENA – Cinquantasei infermiere in servizio presso gli ospedali di Modena sono finite a processo: sono accusate di esercitare abusivamente la professione. E’ l’ultimo capitolo di un assurdo cortocircuito burocratico che a marzo scorso aveva portato alla condanna di 73 colleghi maschi.

Le infermiere imputate sono tutte diplomate e riconosciute professioniste, stimate da medici e pazienti del Policlinico, del Baggiorava e di altre strutture della Asl di Modena in cui prestano servizio. Ma allora perché sarebbero abusive? Secondo l’accusa, le operatrici non sono risultate iscritte per il 2011 all’albo del collegio provinciale Ipasvi.

Come spiega la Gazzetta di Modena:

Tutto è nato da una serie di controlli dei Nas di Parma durante le prime indagini sul caso di Cardiologia del Policlinico. Nel 2011 i carabinieri sanitari sono entrati al Policlinico e spulciando tra i documenti del personale hanno scoperto che queste infermiere e altri loro colleghi non erano in regola con l’iscrizione al collegio provinciale. A domanda, queste hanno risposto che non conoscevano neppure l’esistenza di questo collegio professionale oppure non sapevano che fosse obbligatorio iscriversi.

Di qui la denuncia alla Procura e seguendo un iter automatico – dal momento che l’azione penale è obbligatoria per legge – il pm Francesca Graziano ha dovuto chiedere il loro invio a giudizio per questo reato.

Un caso di burocrazia a tutto campo, insomma. In mezzo c’era stato un decreto penale che imponeva il pagamento di una multa: una sanzione di 320 euro. Ma le infermiere si erano rifiutate di pagarla. Di qui il rinvio a giudizio. Il processo aperto ieri mattina diventa insomma un banco di prova per capire fino a che punto si dovesse ricorrere fino a un processo penale per una questione del genere che vede come imputati degli infermieri in regola come se fossero degli impostori nella loro professione, tenendo sempre conto che era obbligatoria l’iscrizione e il pagamento della quota al collegio.

Il caso dei 73 colleghi condannati sempre dal Tribunale di Modena in marzo aveva sollevato per la prima volta la questione.

L’iscrizione al Collegio Ipasvi è da tempo fonte di dibattito interno e di una regolamentazione a tratti lacunosa, o comunque aperta a più interpretazioni, come in quell’occasione aveva sottolineato Fp Cgil.