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Modena, Betta Fella trovata morta in un frigo: Armando Canò confessa

MODENA – Ha confessato dopo un lungo interrogatorio, Armando Canò, l’uomo accusato di aver ucciso la compagna Betta Fella. Il cadavere della donna di 55 anni è stato trovato dentro un frigorifero in una cantina di una palazzina in via Nazionale per Carpi, a Modena. Sono stati i vicini a chiamare i vigili del fuoco avvertendo un odore acre nell’edificio. I pompieri hanno perlustrato lo stabile fino alle cantine. Qui hanno forzato la porta di quella di proprietà della donna, che abitava sola, scoprendo il corpo, trovato nel frigo aperto e rovesciato.

Armando Canò è l’ex convivente, 50 anni. L’uomo ha confessato nella notte l’omicidio durante l’interrogatorio al pm Katia Marino. Il delitto sarebbe avvenuto per strangolamento, al termine dell’ennesimo litigio tra i due. L’uomo, che aveva alcuni precedenti, in passato era stato denunciato per maltrattamenti dalla ex compagna. L’ex convivente è stato raggiunto dalla polizia intorno alle 2 della notte nell’abitazione di una conoscente, a Castelfranco Emilia. Con sé aveva le chiavi della casa dell’ex compagna e della cantina dove è stato ritrovato il corpo. I condomini della vittima hanno riconosciuto Armando Canò come la persona che l’aveva frequentata negli ultimi mesi. Si trova ora in carcere con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere.

Scrive La Gazzetta di Modena:

Da tempo, stando alle testimonianze raccolte, la donna era maltrattata dall’uomo, e della situazione erano state informate anche le forze dell’ordine, alle quali la donna si era rivolta per denunciare le violenze. Poche settimane fa la donna era stata colpita violentemente al volto. Poi la tragedia, avvenuta qualche giorno fa e scoperta soltanto oggi, martedì 28 giugno. Gli uomini della polizia nella notte hanno setacciato tutti i luoghi in cui Canò, 50 anni, era solito risiedere, finché non lo hanno rintracciato attorno alle 2 a casa di una conoscente a Castelfranco: era in pos delle chiavi dell’appartamento di Bernadette Fella, nonché di quelle della cantina. Quindi gli agenti lo hanno accompagnato negli uffici della Mobile di Modena, dove gli altri condomini lo hanno riconosciuto come il compagno di Elisabetta Fella. Armando Canò è stato quindi interrogato per tutta la notte dal sostituto procuratore Katia Marino: l’uomo ha ammesso di aver ucciso la compagna. “L’ho strangolata dopo l’ennesima lite”, avrebbe dichiarato.


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