Cronaca Italia

Molestava baby calciatori, arrestato magazziniere sportivo

Molestava baby calciatori, arrestato magazziniere sportivo

Molestava baby calciatori, arrestato magazziniere sportivo

MILANO – Suo figlio è considerato un campioncino, una promessa del calcio. Ma adesso il 13enne rischia di diventare per tutti “il figlio del pedofilo”: il padre, un magazziniere incensurato di 53 anni, avrebbe infatti approfittato del suo ruolo per rivolgere particolari attenzioni ai compagni di squadra del ragazzino. Conosciuto da tutto l’ambiente, come uomo carismatico e appassionato di calcio, al punto da ricoprire per alcuni anni il ruolo di dirigente accompagnatore della squadra giovanile – carica onoraria che gli permetteva anche di entrare negli spogliatoi – il magazziniere è stato arrestato venerdì mattina dalla polizia, che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Manuela Cannavale.

Le accuse sono pesantissime: violenza sessuale, tentata violenza sessuale (entrambe su minori di 14 anni), corruzione di minori, adescamento. Inquirenti ed investigatori non hanno fornite le generalità del pedofilo né indicazioni in merito alle società sportive che frequentava, per non rischiare di violare la privacy delle piccole vittime. I casi accertati finora sono sei, cinque maschi e una femmina, di età tra 12 e 13 anni. Dai primi riscontri, i fatti sono iniziati nel 2010 ma le indagini hanno preso il via soltanto nel giugno scorso, quando la madre di una ragazzina di 12 anni e di un 13enne si è presentata al commissariato Greco-Turro per denunciare le molestie dell’uomo nei confronti di entrambi i figli.

Da quel momento gli investigatori hanno iniziato a scavare nella vicenda e ad agosto hanno fatto anche una perquisizione nel suo appartamento, trovando una serie di cd con film porno. In breve però hanno scoperto che l’uomo non era così impeccabile come dava a vedere agli altri genitori e poco dopo sono emersi altri casi. Quattro ragazzi hanno subito le molestie per tre anni. Un ragazzino, in particolare, ha raccontato almeno 40 episodi consumati tra i campi e nell’auto del 53enne quando si offriva di riaccompagnarlo a casa dopo gli allenamenti. A tutti erano riservate le stesse attenzioni: abbracci troppo calorosi, palpeggiamenti, messaggi spinti e invio di link e foto pornografiche (soprattutto di genere omosessuale). “La cosa che ci ha spiazzato di più – ha raccontato il dirigente del commissariato, Luca Serino – è che dopo la prima perquisizione pur sapendo di essere sospettato di pedofilia, l’uomo ha continuato a mandare messaggi e a molestare i ragazzini come al solito”.

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