Blitz quotidiano
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Morta per Asl e Inps, stop medico e pensione. Era omonima…

MANTOVA – Immaginate di andare dal medico di famiglia e non trovarvi più tra i suoi pazienti. Poi in banca e scoprire che la pensione non è stata accreditata. Infine all‘Asl e scoprire di risultare morta da un mese, forse per un errore di omonimia. Questa l’odissea burocratica di una pensionata di 75 anni di Lunetta, quartiere di Mantova, che si è vista negare prestazioni mediche dall’Asl e la pensione dall’Inps perché ufficialmente “deceduta”. Solo uno scambio di identità, ma il problema è stato risolto dopo giorni di giri per uffici.

Roberto Bo sulla Gazzetta di Mantova scrive che la storia della pensionata inizia quando arriva dal medico di famiglia, dove scopre di non essere più tra i suoi assistiti. E’ il martedì prima di Pasqua, il 22 marzo, la donna non compare nei registri del medico di base e lui suggerisce di andare a vedere cosa è successo, perché il pc dà schermata nera “come se fosse morta”:

“Prima tappa alle Entrate al Boma. «L’impiegato – continua la figlia della pensionata – ci dice che è tutto a posto e che per loro la mamma risulta viva. Provate all’Asl (oggi Ats, ndr)». Seconda tappa: via Trento. Lì, il quadro inizia a chiarirsi: «L’addetto ci dice che la mamma risulta deceduta, ma da una verifica più attenta scoprono che in realtà ai primi di febbraio è morta una donna con lo stesso cognome, il nome di battesimo non ce lo ha detto».

Un errore nella cancellazione? «All’Asl ci hanno tranquillizzato dicendoci che avrebbero subito provveduto a risolvere il problema. Tutto ok, quindi, anche se, aggiungono, serviranno un paio di giorni perché la comunicazione arrivi a tutti gli altri uffici».

Nel frattempo, ieri mattina, madre e figlia vanno al bancomat della loro banca per prelevare dei soldi, ma sul conto figurano solo 8 euro.

E la pensione? Le due donne entrano in banca e chiedono spiegazioni: «L’Inps non ha fatto il bonifico, sentite da loro» è la risposta. Nel corso dello stesso pomeriggio richiama il medico di famiglia: «Provate anche all’anagrafe non si sa mai»”.

L’odissea burocratica, prosegue Roberto Bo in un altro articolo sempre sulla Gazzetta di Mantova, alla fine è terminata con un clic dopo una visita all’anagrafe:

“Il 7 febbraio era deceduta una signora con lo stesso nome e cognome e quindi è scattata la procedura di cancellazione dagli elenchi demografici con invio della comunicazione a tutti gli altri uffici amministrativi, Inps compreso. Ma l’operatore ha evidentemente sbagliato persona, cancellando quella ancora in vita. «E andata così – ammettono con sincerità all’anagrafe comunale – in ogni caso abbiamo già fissato per lunedì un appuntamento con il direttore dell’Inps di Mantova. Se si potrà sbloccare subito la pensione bene, altrimenti il Comune anticiperà la somma equivalente all’assegno pensionistico alla signora».

«Meno male che abbiamo risolto – dice soddisfatta la figlia della pensionata improvvisamente risuscitata – credo che una buona spinta l’abbia data anche la notizia pubblicata sulla Gazzetta di Mantova e di questo vi ringrazio. Certo sono stati giorni difficili, con mia madre che era molto spaventata, visto che senza i soldi della pensione non può pagare il canone d’affitto». Ieri mattina, alla lettura dei giornali, il vicesindaco di Mantova, Giovanni Buvoli, che ha anche le deleghe al bilancio e allo Sportello Unico, ha cercato di capire l’origine del disguido: «Ci siamo subito attivati e i nostri uffici hanno ricevuto la pensionata di Lunetta. Se non ci fosse di mezzo la domenica le avremmo già consegnato i soldi della pensione. Lunedì se non provvederà l’Inps ci penseremo noi attingendo da un nostro capitolo di spesa».

 


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