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Morte avvocato Buffon, ecco testamento nel mirino Procura

Alla Procura, per procedere per il reato di falso, è bastato certificare, con perizia, che calligrafia dello scritto e firma non appartengono alla stessa mano

LA SPEZIA  –  Morte dell’avvocato di Gianluigi Buffon Marco Valerio Coriniecco che cosa c’è scritto nel testamento su cui indaga la Procura de La Spezia.

A riferire il contenuto del documento datato 18 settembre 2015 (una settimana prima, quindi, che Corini morisse, stroncato, secondo l’accusa, da un’iniezione letale somministratagli dalla sorella Marzia) è il quotidiano toscano La Nazione. 

Si tratta di un documento di sole venti righe scritte in corsivo, su un foglio protocollo, con una calligrafia decisa intervallata nella parte finale da cinque cancellature, prima della firma dal tratto incerto.

Secondo i magistrati il testamento sarebbe frutto di plagio: lo avrebbe scritto la dottoressa Marzia Corini (ora agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario aggravato e falso in testamento) aiutata dall’avvocato Giuliana Feliciani, per poi farlo firmare al fratello, una settimana prima della morte.

La sorella di Corini e l’avvocato Feliciani sono indagate in concorso per falso. Nel testamento si dispone che vada “a Isa Barrack, mia convivente, la casa sita in Ameglia, via Camisano compresi arredi e suppellettili”, fra i quali ci sarebbero anche alcune opere d’arte di grande valore, a Isa vanno anche “la somma di un milione di euro, depositata presso la Banca Ponti di Genova e le somme depositate presso la banca Carige di Caniparola”, di importo imprecisato.

A seguire c’è scritto che Corini lascia alla sorella Marzia un milione di euro, alla mamma Eliana 300mila euro, alla “mia amica e collega” Giuliana Feliciani 400mila euro”. Altri lasciti sono per un‘amica e per la domestica di casa Corini.

Alla Procura, per procedere per il reato di falso, è bastato certificare, con perizia, che calligrafia dello scritto e firma non appartengono alla stessa mano.


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