Cronaca Italia

Mozzarelle di bufale contraffatte, 10 indagati: “Latte vecchio? Mischialo con la soda”

Mozzarelle di bufale contraffatte, 10 indagati: "Latte vecchio? Mischialo con la soda"

CASERTA – Utilizzavano latte di mucca avariato e trattato con soda caustica per fare mozzarelle di bufala da mettere in vendicata con il marchio Dop (Denominazione di origine protetta): con questa accusa sono stati arrestati allevatori, rivenditori di latte e titolari di caseifici nella provincia di Caserta.

Tre le aziende coinvolte, cinque indagati sono agli arresti domiciliari, mentre per altri cinque è scattato il divieto temporaneo di esercitare l’attività. Tra gli arrestati c’è anche Salvatore Bellopede, titolare insieme al fratello Luca della ‘Bellopede e Golino’ di Marcianise (Caserta), socio del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop e presidente della Confartigianato Caserta.

Ai domiciliari anche i fratelli Vincenzo e Antonio Croce, proprietari della Casearia Sorrentino Srl di Frattaminore (Napoli) e Gennaro Falconiero, amministratore del Caseificio San Maurizio Srl di Frattamaggiore (Napoli).

LE INTERCETTAZIONI – “Un’altra volta con la puzza di bruciato dentro… L’hai mischiato il latte non è quello là”. E’ una delle intercettazioni tra un acquirente e un venditore in merito all’adulterazione di latte di vaccino crudo contenute nell’ordinanza che ha portato questa mattina a dieci provvedimenti cautelari nei confronti di amministratori e soci di tre caseifici tra Caserta e Napoli, e dei titolari di un allevamento bovino e bufalino di San Potito Sannitico.

“Eh, il latte di una settimana – risponde il venditore – tenevo ancora il latte di una settimana neh Salvatò”. “Antò – riprende l’acquirente – ha fatto la monnezza sopra, il siero è quagliato nel giro di un quarto d’ora si è quagliato subito, ho riscaldato un pò di latte e si quagliato. Quando lo mastichi, ti fa quella cosa di bruciato alla gola. A me queste cose qua non le posso fare. Tu è inutile che mi racconti fesserie…mi fai mettere il latte insieme a quell’altro. Io avevo altri venti quintali da là…mi ha ubriacato anche quell’altro…”.

L’INCHIESTA – Proprio il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, spiega il Fatto Quotidiano, si dichiara parte lesa in questa vicenda, annunciando che nella prossima riunione del Consiglio di amministrazione sarà valutata la possibilità di espulsione del socio coinvolto.

In ogni caso secondo il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, “il consumatore non ha nulal da temere”. Tra i reati ipotizzati, spiega il Fatto Quotidiano,

 l’adulterazione del latte utilizzato nel ciclo produttivo, la commercializzazione di prodotti alimentari potenzialmente nocivi per la salute e la contraffazione di un marchio dop.

Secondo la tesi dell’accusa, gli imprenditori indagati erano soliti usare anche latte di mucca oltre a quello di bufala, che dovrebbe essere l’unico latte di queste mozzarelle. Inoltre il latte sarebbe stato conservato in silos per giorni, anche durante l’estate e, per abbatterne la carica batterica, mascherarne l’acidità ed evitare che le analisi di laboratorio ne rivelassero l’alterazione, veniva utilizzata la soda caustica con cui si lavano i pavimenti.

 

Ricorda il Fatto Quotidiano:

A dare il via all’inchiesta è stata una nota dell’Asl Napoli 2, che riferiva di partite di mozzarella dop in cui il latte di bufala era stato mischiato con quello di mucca. Nel corso di una conferenza stampa durante la quale sono stati illustrati i particolari dell’operazione, il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Antonietta Troncone ha precisato che “l’indagine riguarda vicende circoscritte ai soggetti coinvolti e dimostra che il circuito di controlli funziona bene”. Il messaggio è chiaro: “Non bisogna gettare discredito su un intero settore produttivo in cui si fanno numerosi ed efficaci controlli”.

 

 

 

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