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Multa, paga 3 euro in meno: il Comune gli richiede tutto

MASSA  – Non contesta la multa perché sa che l’auto, mosso dalla fretta, l’aveva lasciata dove non è consentito, contesta, invece, il fatto che adesso gli tocchi pagare una multa più salata del dovuto.

È estate, Marina – per contestualizzare la vicenda – è presa d’assalto e, per sbrigare una commissione, lui sistema la sua macchina in una zona in cui la sosta non è autorizzata. Quando torna, ritrova, svolazzante sotto i tergicristalli, il preavviso. Decide di non aspettare che il verbale arrivi a casa e di mettersi subito in regola, anche perché a pagare presto il vantaggio c’è: se tu l’importo lo versi nei 5 giorni successivi a quelli in cui la multa ti è stata fatta, risparmi il 30%. Così l’automobilista punta dritto verso le poste e compila il bollettino. Qui, però, qualcosa non va per il verso giusto e sul modulo indica una cifra sbagliata: non 28 euro e qualche centesimo, come avrebbe dovuto, ma 25. Tre euro in meno. Probabilmente male interpreta la scrittura del vigile che sul preavviso ha riportato l’importo. Paga 25, ma è certo di aver versato la cifra esatta.

Scopre che non è così nei giorni scorsi, quando si ritrova nella cassetta delle lettere il verbale per divieto di sosta: legge attentamente e capisce che la sanzione si riferisce a quel giorno d’estate in cui la macchina era finita posteggiata in divieto di sosta. Il Comune gli chiede di versare 41 euro (oltre alla sanzione ci sono le spese di notifica). Lui è certo di aver pagato e a confermare le sue certezze c’è la ricevuta rilasciata dalle Poste. È allora che, contattando gli uffici, scopre di aver versato 3 euro meno del dovuto.

«E quei tre euro – garantisce adesso – voglio versarli, sono disponibile anche a versarne 16 pari alla differenza tra i 25 a bollettino e i 41 richiesti », ma pagare l’intera somma gli pare improponibile anche perché – spiega – non mi è stato proposto un successivo iter per il recupero di quanto già versato, quindi mi ritroverei a pagare al Comune, per un divieto di sosta, oltre 65 euro piuttosto che i 28 euro e qualche centesimo che mi venivano richiesti.

Questione, quindi, di iter burocratici perché trattandosi di tre euro non può essere in dubbio la buona fede. Probabilmente nel meccanismo pagamento multe, l’importo inferiore viene registrato come mancato versamento.


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