Blitz quotidiano
powered by aruba

Muore di cancro ad ospedale San Camillo: “Impensabile quanto accaduto. Colpa nostra”

ROMA  – “E’ impensabile che un paziente muoia dietro una tenda senza che nessuno se ne sia accorto. Questa è nostra responsabilità: non siamo stati in grado di trovare un posto letto per questo paziente”: il direttore sanitario dell’ospedale San Camillo di Roma, Luca Casertano, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, torna a parlare del caso del signor Marcello Cairoli, malato di cancro e morto dopo 56 ore passate interamente al pronto soccorso del San Camillo, la cui vicenda è stata denunciata dal figlio in una lettera al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. E si scusa con la famiglia.

 

“In un Pronto Soccorso c’è la necessità di guardare a vista il malato per vedere se le condizioni cominciano ad aggravarsi. E’ impensabile che un paziente muoia dietro una tenda senza che nessuno se ne sia accorto. Questa è nostra responsabilità: non siamo stati in grado di trovare un posto letto per questo paziente”, ha detto Casertano.

 

Il direttore sanitario ammette che qualcosa non è andata al pronto soccorso:

“Purtroppo i malati che giungono da noi in Pronto Soccorso aspettano diversi giorni prima di essere ricoverati. Nelle strutture di Pronto Soccorso vicino a noi i tempi di attesi sono quasi pari a zero, nonostante questo i pazienti preferiscono venire da noi e aspettare anche alcuni giorni in barella pur di essere ricoverati dai nostri medici e infermieri per i quali nutrono la massima fiducia. Questa mattina ho avuto modo di parlare di persona con il figlio del signor Cairoli e di porgere le scuse personali e di tutta la struttura che rappresento”.